L’Event Horizon Telescope ha osservato la lontana quasar NRAO 530 per studiare l’oggetto e il ruolo dei campi magnetici nella sua formazione.

Grazie a una collaborazione globale tra scienziati l’Event Horizon Telescope ha scrutato nel cuore di una quasar per studiare le su parti più interne. Le quasar sono sorgenti di radiazioni estremamente potenti situate nei centri di galassie lontane. I loro fulcri sono buchi neri supermassicci che incanalano particelle accelerate e radiazioni in getti sottili e luminosi. Gli astronomi stanno cercando di comprendere la complicata fisica di questi mostri cosmici, vogliono capire come vengono alimentati e formati i loro getti e qual è il ruolo dei campi magnetici nella loro formazione.

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L’EHT ha quindi offerto una risoluzione estremamente elevata e senza precedenti, consentendo agli astronomi di visualizzare le strutture mai viste prima nella regione molto centrale di una quasar nota come NRAO 530.

L’elaborazione dell’EHT

NRAO 530 ripreso dal EHT.

La collaborazione EHT utilizza diversi algoritmi di imaging per ottenere dettagli sulla struttura di un oggetto su scale molti fini che sono opache a lunghezze d’onda maggiori. Essi sono stati impiegati per ottenere la prima immagine dell’ombra del buco nero nella galassia attiva M87 nel 2019. L’EHT consente infatti agli scienziati di studiare la struttura del campo magnetico nelle vicinanze del buco nero e nella parte più interna del getto attraverso l’osservazione del comportamento della luce polarizzata.

La figura mostra le immagini del quasar NRAO 530 ottenute con diversi metodi in luce totale e polarizzata, presentate in un nuovo articolo scientifico e rivelano una caratteristica luminosa situata all’estremità meridionale del getto, che gli autori associano al nucleo.

Nei quasar simili a NRAO 530 il nucleo manifesta il punto in cui il getto inizia a una data lunghezza d’onda. Il nucleo ha una sottostruttura composta da due componenti, che è impossibile risolvere a lunghezze d’onda maggiori. Il getto si estende per la distanza che la luce attraversa in circa 1,7 anni in proiezione sul piano celeste e possiede due caratteristiche con direzioni di polarizzazione ortogonali (angolo di posizione del vettore elettrico, EVPA), parallele e perpendicolari alla direzione del getto.

Gli scienziati lo interpretano come l’indicazione di una struttura elicoidale del campo magnetico nel getto.

Rappresentazione artistica del quasar P172+18
Rappresentazione artistica del quasar P172+18. Credit: ESO/M. Kornmesser

NRAO 530 è l’oggetto più distante che abbiamo ripreso finora con l’EHT. La luce che vediamo ha viaggiato verso la Terra per 7,5 miliardi di anni attraverso l’Universo in espansione, ma con la potenza dell’EHT è possibile osservare i dettagli della struttura della sorgente su una scala piccola quanto un singolo anno luce.

Gli astronomi attendono con impazienza future osservazioni del quasar per capire come le caratteristiche del getto più interno e la loro connessione con la produzione di fotoni ad alta energia cambino nel tempo, dal momento che NRAO 530 è una fonte ben nota di potenti raggi gamma

Riferimenti: EHT

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