Scopri il programma Bion sovietico: voli spaziali di macachi addestrati come cosmonauti, esperimenti segreti e incredibili avventure nello spazio

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Quarant’anni fa, due macachi di nome Verny e Gordy presero il volo per lo spazio a bordo della navicella sovietica Kosmos-1667. Non era la prima volta per dei primati, ma il loro viaggio fu parte di un programma ambizioso, sistematico, e sorprendentemente poco noto: il programma spaziale Bion.

Dopo il lancio della stazione orbitale Salyut nel 1971, l’Unione Sovietica capì che, per spingere la presenza umana nello spazio, serviva un approccio scientifico e graduale allo studio degli effetti dell’assenza di gravità sul corpo vivente. Così, su proposta dell’Istituto per i Problemi Medico-Biologici (IMBP), vennero modificate delle Vostok dotandole di maggiore autonomia orbitale. Nacque così Bion: una serie di satelliti biologici senza equipaggio umano, ma con un carico scientifico… molto animato.

Il macaco Zabnyaka nell'abitacolo della Bion-9 (Kosmos-2044) nel 1989
Il macaco Zabnyaka nell’abitacolo della Bion-9 (Kosmos-2044) nel 1989

Dai topi ai macachi

Il primo volo Bion avvenne nel 1973 con Kosmos-605. A bordo: ratti, tartarughe, insetti e funghi. I voli successivi ampliarono il catalogo biologico: porcellini d’India, conigli, embrioni di uccelli, semi, microorganismi. Lo scopo? Studiare l’adattamento alla microgravità, la riproduzione in orbita, la protezione dalle radiazioni.

Ma dopo cinque missioni, la scienza sovietica puntò più in alto: i primati. I voli con primati non erano una novità: gli Stati Uniti ne avevano fatto grande uso durante i test per le navicelle del Programma Mercury.

All’IMBP di Khimki venne costruito un moderno centro di primatologia. I macachi rhesus, accuratamente selezionati da un asilo di Sukhumi, dovevano essere giovani, sani, collaborativi. Addestrati per anni con tapis roulant, centrifughe, piscine a gravità zero, venivano premiati con tintura di rosa canina quando eseguivano correttamente i comandi. Le loro code venivano tagliate per facilitare la permanenza nelle capsule. Avevano elettrodi e capsule di telemetria sulla testa per raccogliere dati in tempo reale.

Una squadra segreta di astronauti con la coda, pronti a sfidare lo spazio.

L'allestimento di una Vostok particolare: la Bion
L’allestimento di una Vostok particolare: la Bion

Le missioni

Il primo volo con macachi avvenne il 14 dicembre 1983: Kosmos-1514 (Bion-6). I protagonisti furono Abrek e Bion. Il volo, inizialmente previsto per più giorni, fu interrotto al quinto perché Abrek cercò di strappare la capsula con gli elettrodi dalla testa. Atterrarono sani e salvi in Kazakistan.

Due anni dopo, il 10 luglio 1985, fu la volta di Verny (detto Omka) e Gordy. La missione Bion-7, durata una settimana, fu un successo. A bordo c’erano anche ratti, tritoni amputati, guppy, semi e 1.500 moscerini della frutta.

Nel 1987, Droma ed Erosh volarono a bordo di Kosmos-1887. Il volo, pur accorciato da problemi tecnici, fu memorabile: dopo l’atterraggio, la capsula si perse nella taiga della Jacuzia, 1.500 km fuori rotta. Ritrovata dopo ore nella neve, con le luci spente, la capsula conteneva ancora tutti gli animali vivi, tranne i pesci. Droma, raffreddato, fu curato e poi… emigrò a Cuba, dove ricevette onori e coccole da Fidel Castro in persona.

Nel 1989, Zhakonya e Zabnyaka compirono un volo record: 13 giorni e 17 ore sulla Kosmos-2044 (Bion-9), partecipando a 80 esperimenti internazionali, in gran parte europei. Nel 1992, Krosh e Ivasha volarono con Bion-10. L’ultimo volo con macachi fu nel 1996: Lapik e Multik sulla Bion-11. Il viaggio andò bene, ma al rientro Multik morì per una reazione avversa all’anestesia usata in una biopsia. Lapik sopravvisse e tornò all’asilo di Adler.

Tutti gli altri “cosmonauti con la coda” terminarono la loro carriera nel vivaio, ciascuno con una targa che ne ricordava nome e data del volo. Solo due non tornarono: Multik, il martire scientifico, e Droma, il pensionato d’onore a L’Avana.

La Bion M2 durante l'allestimento a Baikonur. Notare il rivestimento termico arancione.
La Bion M2 durante l’allestimento a Baikonur. Notare il rivestimento termico arancione.

Il dopo: tra bioetica e nuove missioni

Dopo la morte di Multik, le pressioni internazionali e il ritiro dei finanziamenti americani posero fine ai voli con primati. Ma il programma Bion non si fermò. I satelliti continuarono a volare con altri animali: topi, gechi, crostacei, lumache.

L’ultima missione, Bion-M1, volò nel 2013. La prossima, Bion-M2, decollerà il 20 agosto 2025, con 75 topi, oltre mille moscerini, piante e cellule. L’obiettivo è testare l’impatto del volo spaziale sul corpo, in vista dell’assemblaggio della futura stazione spaziale russa in orbita polare (ROS) con il conseguente attraversamento di una zona dello spazio in cui le Fasce di Van Allen sono più intense.

E sebbene i voli delle scimmie siano stati sospesi, al Centro di primatologia di Mosca 20 macachi rhesus partecipano ancora oggi a esperimenti sulla centrifuga. Secondo fonti umoristiche, lo farebbero su base contrattuale… Firmata da un rappresentante del Comitato per la Bioetica.

Il 20 agosto, alle ore 19:13 italiane, dal Cosmodromo di Baikonur, decollerà la missione Bion-M2.

Insieme al canale Passione Astronomia, seguiremo il lancio in diretta a partire dalle ore 19


Fonti:
Articolo originale pubblicato il 10 luglio 2025 su Prokosmos.ru