Chi era Perseo? Storia e mitologia dell’eroe greco che sconfisse Medusa e regnò su Micene prima di essere trasformato in una costellazione

La costellazione di Perseo prende il nome dal famoso eroe della mitologia greca. Il mito di Perseo è uno dei più conosciuti del mondo classico. Si tratta, infatti, dell’uomo che fu in grado di uccidere la Medusa che trasformava in pietra chiunque incrociasse i suoi occhi.

Il mito di Perseo

Perseo era un eroe nato, secondo il mito, da Zeus e Danae. Il bisnonno materno Abante, re dell’Argolide, e la moglie Euridice avevano avuto una figlia, Danae, madre di Perseo. Acrisio temeva per le sorti del suo regno, perché non avendo avuto figli maschi, non sapeva a chi lasciare il trono. Così per sapere quale sarebbe stata la sorte del suo regno interpellò un oracolo, che gli rispose che la figlia Danae avrebbe avuto un bambino che lo avrebbe ucciso. Per scongiurare la profezia Acrisio fece rinchiudere la figlia in una torre, ma nonostante ciò la figlia concepì un bambino e lo accudì per molti mesi di nascosto. Quando Acrisio scoprì l’esistenza del bambino, si convinse che fosse stato il fratello Petro a sedurre la figlia. In realtà era stato Zeus, che trasformandosi in pioggia d’oro, era penetrato nella torre seducendo la ragazza. Acrisio uccise la nutrice e fece chiudere la figlia col piccolo Perseo in una cassa di legno, poi abbandonata in mare. 

Perseo libera Andromeda, opera di Pieter Paul Rubens,

La cassa arrivò sull’isola di Serifo, dove Ditti, un pescatore fratello di Polidette, tiranno dell’isola, la raccolse pensando che contenesse un tesoro prezioso. Nella cassa trovò Danae e Perseo, ancora vivi e li condusse dal re, che decise di ospitarli. Perseo crebbe così alla corte di Polidette, che, innamorato di Danae, cercava di convincerla a sposarlo. Danae però pensava solo al figlio e non aveva tempo per altro. Così Polidette decise di eliminare Perseo. Per farlo, aveva ideato un piano: aveva detto di voler sposare Ippodamia per il bene del regno, aveva radunato tutti gli amici, compreso Perseo, e aveva chiesto a tutti un cavallo come regalo. Perseo non possedeva il cavallo ed aveva detto al re che, se avesse smesso di importunare la madre, gli avrebbe donato qualsiasi cosa volesse. Così il re gli chiese la testa di Medusa come regalo di nozze, sicuro che Perseo non sarebbe sopravvissuto a questa impresa.

Perseo e Medusa

Per raggiungere Medusa, Perseo aveva bisogno dei sandali alati per spostarsi velocemente, di una sacca magica per riporre la testa e dell’elmo di Ade per essere invisibile. Atena gli fornì uno scudo lucido, raccomandandosi di guardare Medusa solo di riflesso. Ermes gli regalò un falcetto di diamante molto affilato per decapitare Medusa. Gli altri oggetti di cui aveva bisogno erano custoditi dalle ninfe Stigie. Le uniche a sapere dove si trovavano le ninfe erano le Graie, sorelle di Medusa. Le Graie, pur essendo in 3, disponevano di un solo occhio e di un solo dente, che utilizzavano a turno. Perseo si recò nella loro dimora e, al momento dello scambio, rubò loro l’occhio ed il dente e per restituirli chiese di sapere dove si trovavano le ninfe. Le Graie accettarono lo scambio, ma una volta ricevuta l’informazione, Perseo si rifiutò di restituire l’occhio e il dente.

Scultura di Canova: Perseo con la testa di Medusa.

Riuscito ad impossessarsi degli altri oggetti, si recò verso la dimora di Medusa e, per raggiungerla, attraversò una foresta piena di statue, che in realtà erano persone pietrificate da Medusa. Si avvicinò a Medusa grazie all’elmo di Ade, che lo aveva reso invisibile, e riuscì a decapitarla mentre dormiva. Prima di tornare indietro, raccolse il sangue colato dalla ferita: quello uscito dalla vena sinistra era un veleno mortale, mentre quello uscito dalla vena destra poteva resuscitare i morti. Inoltre bastava un ricciolo dei capelli di medusa per sconfiggere un intero esercito

Perseo salva Andromeda dalla balena. Quadro di Giuseppe Cesari

Perseo e Andromeda 

Tornando indietro, Perseo, passando sull’Etiopia, vide Andromeda, figlia del re Cefeo, incatenata a uno scoglio pronta per essere sacrificata. Di questo mito vi ho parlato in un precedente articolo su Cefeo: basterà qui ricordare che Perseo liberò la fanciulla grazie alla testa di Medusa!

Insieme ad Andromeda, Perseo riprese il viaggio di ritorno. Tornato a Serifo, trovò Polidette che aveva continuato ad insidiare Danae, la quale si era nascosta in un tempio.

Ecco le costellazioni che raccontano il mito di Cefeo, Andromeda, Perseo e Cassiopea. Credit: Stellarium

Preso dall’ira, Perseo si recò nel palazzo di Polidette con il “regalo di nozze”. Qui fu deriso da tutti e per vendicarsi pietrificò tutti i presenti. Consegnò poi il regno a Ditti, che considerava un padre adottivo. E, dopo aver restituito i sandali, la sacca con la testa di Medusa e l’elmo, Perseo fece ritorno ad Argo insieme ad Andromeda e a Danae. Il nonno Abante, saputo del suo arrivo, fuggì a Larissa. Perseo lo raggiunse per convincerlo che non provava rancore per lui e lo convinse a tornare ad Argo insieme. Prima però Perseo partecipò ai giochi organizzati dal re Teutamide: lanciò il disco, che, a causa del forte vento, colpì Acrisio uccidendolo. L’oracolo si era compiuto. Seppellito il nonno fuori dalla città di Larissa, Perseo ereditò il regno di Argo, ma non voleva regnare e così andò a fondare Micene. Ebbe dalla moglie 7 figli. Alla sua morte, la dea Atena lo ha trasformato in una costellazione.

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