Le onde gravitazionali stanno aiutando gli scienziati a risolvere misteri che riguardano l’evoluzione delle galassie e i buchi neri. In futuro, però, potrebbero anche darci risposte sulla materia oscura e il Big Bang. Ecco cosa sono e perché sono così importanti.

Ottobre 2017. In una stanza buia in Svezia, sotto a un lampadario circondato da dozzine di ritratti in oro, alcuni giornalisti stanno cercando di mettersi in contatto con Rainer Weiss. Il suo nome potrà non dirvi nulla, ma aveva appena ricevuto il premio Nobel per la fisica per aver rilevato le onde gravitazionali assieme a Kip Thorne e Barry Barish. L’entusiasmo fu incredibile, dato che erano state finalmente rilevate queste onde sfuggenti predette da Einstein più di 100 anni fa. In realtà, però, la scoperta delle onde gravitazionali ha segnato più un inizio, che una fine, nella comunità scientifica.

Onde gravitazionali
Le onde gravitazionali possono aiutarci a capire i misteri dell’universo. Credit: tommyvideo (pixabay)

Le increspature della distorsione dello spazio-tempo

Se con i telescopi gli astronomi guardano il cosmo, con le onde gravitazionali è come se lo ascoltassero. La scoperta di queste increspature nello spazio-tempo ci ha permesso di fare un ulteriore passo avanti verso la comprensione dell’universo. Ci stanno fornendo, ad esempio, un quadro più dettagliato di come muoiono le stelle, e ci stanno aiutando a comprendere meglio il funzionamento dei buchi neri.

Nel 1916 Einstein ne ipotizzò l’esistenza come naturale conseguenza della teoria della relatività. Se la gravità è la naturale distorsione dello spazio-tempo, allora tale distorsione deve in qualche modo propagarsi sotto forma di increspature. La sua teoria, però, non fu mai dimostrata, finché nel 2017 non si riuscì a rilevarle.

In genere le onde gravitazionali provengono dalla collisione fra due buchi neri, o da colossali stelle di neutroni. Nel 2015, ad esempio, si riuscirono a rilevare le onde gravitazionali prodotte dalla fusione di due enormi buchi neri di 29 e 36 masse solari. Anche le supernove generano onde gravitazionali brevi e intense. E questo eco potrebbe anche essere la chiave per arrivare ai primissimi istanti del Big Bang.

Riferimenti:

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