Nel settembre 2022 la NASA schiantò intenzionalmente una sonda contro l’asteroide Dimorfos per vedere se riusciva a spostarlo. Ci riuscì, e ora nuove misurazioni rivelano che l’impatto ha fatto qualcosa di ancora più grande.

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Nel settembre 2022 la NASA schiantò intenzionalmente una sonda di 570 kg contro l’asteroide Dimorfos, un asteroide di circa 160 metri di diametro che orbita attorno al più grande Didymos, per vedere se era possibile modificarne la traiettoria. Era il test DART, il primo esperimento nella storia in cui l’umanità cercava di spostare un oggetto naturale nello spazio. Il team scientifico si aspettava di ridurre il periodo orbitale di Dimorfos attorno a Didymos di circa 7 minuti. L’impatto lo ridusse di 33 minuti, e la comunità scientifica rimase sorpresa dalla propria stessa efficacia.

Un risultato più grande del previsto

Nuove misurazioni rivelano però che l’effetto dell’impatto è andato ben oltre il sistema Didymos-Dimorfos: la collisione ha modificato l’intera traiettoria eliocentrica della coppia di asteroidi, cioè il percorso che i due oggetti compiono insieme attorno al Sole. Lo studio, guidato dall’ingegnere aerospaziale Rahil Makadia dell’Università dell’Illinois a Urbana-Champaign, ha analizzato dati da 22 occultazioni stellari, 5.955 misurazioni della posizione del sistema da terra, tre misurazioni di navigazione della sonda DART stessa e nove misurazioni di distanza da terra.

Dati dell’impatto con l’asteroide

I dati mostrano che l’impatto ha rallentato la velocità orbitale del sistema di circa 11,7 micrometri al secondo, all’incirca 42 millimetri all’ora, la larghezza di un Apple Watch, per intenderci. Nello spazio anche la più piccola variazione di velocità si accumula nel tempo, e in un decennio uno spostamento di 11,7 micrometri al secondo diventa circa 3,69 chilometri di differenza di posizione.

Per la prima volta nella storia l'umanità ha cambiato l'orbita di un asteroide
Questa immagine è stata catturata dalla sonda DART della NASA pochi secondi prima che la navicella si schiantasse contro Dimorphos. Credit: NASA

Cosa significa questo per la difesa planetaria

La missione era concepita per testare una tecnica di difesa planetaria, e il risultato supera le aspettative in entrambe le misurazioni: la sonda ha modificato sia l’orbita locale di Dimorfos sia la traiettoria solare dell’intero sistema, dimostrando che un impatto cinetico può produrre effetti a scala più larga di quanto previsto. La sonda europea Hera, già in viaggio verso il sistema Didymos e attesa ad arrivo entro la fine del 2026, studierà il cratere lasciato da DART e misurerà in dettaglio la massa e la struttura degli asteroidi, fornendo i dati necessari per calibrare meglio i modelli futuri.

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