Poche ore al lancio di Artemis II che riporterà l’uomo verso la Luna e poi a calpestare il suolo lunare con le missioni successive. Analizziamo perché è un passo storico e fondamentale

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Tra poche settimane, il programma Artemis della NASA entrerà nella storia con il primo volo con equipaggio sulla Luna in oltre mezzo secolo, con decollo dal Kennedy Space Center in Florida. Quattro astronauti intraprenderanno una missione di 10 giorni intorno alla Luna a bordo della navicella spaziale Orion, alimentata dal Modulo di Servizio Europeo (ESM), sviluppato e prodotto da Airbus per conto dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Artemis II rappresenta una pietra miliare fondamentale: ha dimostrato il funzionamento dei sistemi vitali di supporto vitale di Orion, nonché dei sistemi di navigazione e comunicazione, questa volta con astronauti a bordo, aprendo la strada al ritorno dell’umanità sulla superficie lunare.

La sete di scoperta

Luna, Apollo 11
L’ombra del modulo lunare dell’Apollo 11 stagliata contro la superficie lunare. Credit: NASA

Di fronte alle pressanti sfide che la Terra si trova ad affrontare, cambiamenti climatici, povertà e geopolitica, la domanda sul perché stiamo tornando sulla Luna è più che legittima. Eppure, l’esplorazione è parte integrante della natura umana. Dai primi navigatori agli esploratori contemporanei, l’ignoto ci ha sempre spinto a superare i nostri limiti, a scoprire territori inesplorati o a esplorare le profondità dei nostri oceani. Oggi, lo spazio è la nostra nuova frontiera. Il programma Artemis ha un obiettivo ambizioso: stabilire una presenza umana stabile e duratura sulla Luna, utilizzandola come trampolino di lancio verso destinazioni ancora più remote, come Marte .

Un laboratorio tecnologico

L’ambiente lunare è ostile: vuoto senza atmosfera, radiazioni cosmiche, nessuna protezione dai meteoroidi, temperature estreme e una gravità bassissima che mette a dura prova il corpo umano. Queste limitazioni richiedono ricerche specifiche in campi come la medicina, la robotica, l’energia e la scienza dei materiali.

Acqua sulla Luna
Conferma della presenza di acqua sulla Luna. Credit: ESA/Dati da Paige et al., Science.

La storia ci ha dimostrato che i grandi progetti spaziali sono un catalizzatore per il progresso tecnologico, con benefici concreti sulla Terra. Ad esempio, le missioni Apollo hanno portato a significativi progressi nell’informatica e nella tecnologia mobile. La presenza permanente degli astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) ha favorito innovazioni sulla Terra in ambiti quali il riciclaggio, la purificazione dell’acqua, la conservazione degli alimenti e l’agricoltura verticale. La ricerca che si sviluppa oggi e che porta a nuove tecnologie e innovazioni avrà un impatto sulle nostre vite in futuro. 

Vivere a spese della terra: dalla polvere lunare al supporto vitale

Per sopravvivere sulla  Luna , gli esseri umani hanno bisogno di respirare, bere, mangiare e avere una fonte di energia. Sulla Luna, ogni risorsa è fondamentale. La presenza di ghiaccio d’acqua è essenziale, ma la mancanza d’aria richiederà lo sviluppo di soluzioni specifiche. Oggi sulla ISS viene riciclato il 45% dell’ossigeno e oltre il 90% dell’acqua; ma per gli habitat lunari ne servirà molto di più, con l’obiettivo di raggiungere la massima autosufficienza possibile in situ. La polvere lunare, nota come regolite, potrebbe essere utilizzata per costruire habitat, produrre ossigeno e carburante e persino estrarre metalli (come alluminio, silicio e ferro) per le infrastrutture. Per quanto riguarda il cibo, la capacità di produrlo in loco sarà fondamentale per ridurre i trasporti di merci. Sono in corso studi su piante resistenti in grado di crescere nelle condizioni lunari.

Le estreme limitazioni imposte dalla Luna fungono da catalizzatore per l’innovazione terrestre. Sulla superficie lunare, l’obiettivo “zero rifiuti” non è un traguardo, ma un requisito di sopravvivenza. I sistemi che svilupperemo per raggiungere questa autonomia potrebbero accelerare la nostra transizione verso un’economia circolare sulla Terra, dal riciclo dell’acqua domestica alla creazione di nuovi materiali a basso impatto ambientale che potrebbero trasformare il modo in cui costruiamo e alimentiamo le nostre case o gestiamo il riciclo. 

La Luna: un tesoro di scoperte scientifiche

La Luna è una “custode” della storia del nostro sistema solare. Nata da una gigantesca collisione con la Terra miliardi di anni fa, la sua superficie è rimasta immutata. Studiarla significa approfondire la conoscenza della formazione del sistema solare e comprendere come la vita sia apparsa sulla Terra, da dove proveniamo. Questa ricerca potrebbe persino aiutare a determinare se pianeti come Venere e Marte fossero un tempo abitabili.

Luna Artemis II
Base lunare realizzata con la stampa 3D

Artemis II porterà gli astronauti più vicino alla Luna di quanto qualsiasi altro essere umano sia mai arrivato negli ultimi cinquant’anni, e più lontano dalla Terra di quanto non sia mai stato prima. La ricerca scientifica condotta durante questa missione costituirà la base per i futuri voli spaziali con equipaggio, con informazioni raccolte sugli effetti dei viaggi spaziali sul corpo umano e sul suo comportamento, nonché sulle radiazioni. Mentre ci prepariamo al ritorno sulla superficie lunare, l’Europa non si limita a seguire un percorso; contribuisce ad aprire la strada alle generazioni future, dimostrando che l’impossibile è alla nostra portata. Seguiremo il lancio di Artemis II in diretta, qui la live (attivate il promemoria):

Per saperne di più: