Vince Gilligan ci prova: il segnale arriva dallo spazio e, invece di distruggere, impone la pace eterna tramite mente alveare. Peccato che l’eusocialità funzioni solo se sei un insetto geneticamente programmato per sacrificarti.

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Niente dischi volanti sopra la Casa Bianca. Nel finale di Pluribus, la nuova serie da record di Apple Tv, vediamo finalmente ignorati i cliché da Independence Day e si va dritti al sodo: il virus alieno non vuole ucciderci, vuole fonderci. Tutte le menti umane in un’unica coscienza. Fine dei conflitti e fine dell’io: una specie di comunismo biologico forzato che dovrebbe salvarci dall’autodistruzione (e che sulla carta sembra un affare). Questa intelligenza collettiva, a quanto pare, ha studiato Edward O. Wilson e sa che l’eusocialità è una strategia vincente.

Le formiche dominano il pianeta proprio perché hanno rinunciato all’individualismo milioni di anni fa. I numeri parlano chiaro: ci sono circa 20 quadrilioni di formiche vive in questo istante, contro i nostri “miseri” 8 miliardi. Da sole, rappresentano quasi il 20% della biomassa animale terrestre.
Il problema è che quello che funziona per loro… è un disastro per noi.

Il trailer ufficiale di “Pluribus”, la nuova serie Apple Tv, dal creatore di Breaking Bad, già serie più vista di sempre sulla piattaforma. (Crediti: Canale ufficiale di Apple Tv)

Geni egoisti e matematica

Le formiche operaie non fanno figli. Passano la vita a lucidare le uova della regina o a farsi decapitare per difendere il nido. E non lo fanno per nobiltà d’animo… ma lo fanno per calcolo. A causa di un sistema riproduttivo bizzarro chiamato aplodiploidia, una formica condivide il 75% del DNA con le sorelle, ma solo il 50% con eventuali figli propri.

​Il meccanismo è “strano” ma efficace: i maschi nascono da uova non fecondate (hanno solo metà corredo genetico), le femmine da uova fecondate. Tutte le sorelle ricevono lo stesso identico pacchetto di geni dal padre (il 100%), più metà di quello della madre. Facendo la media, condividono quindi tre quarti del genoma. Hamilton questo lo spiegò già nel ’64: aiutare la regina a sfornare sorelle garantisce una trasmissione genetica migliore che riprodursi da sole.

È semplice convenienza, noi umani invece siamo diversi. Condividiamo solo il 50% dei geni con i fratelli e per noi, biologicamente, sacrificarsi per il gruppo senza un ritorno diretto non ha un senso. La mente alveare sta cercando quindi di applicare il software delle api sull’hardware sbagliato (o forse quello giusto per i loro piani).

La trappola della stabilità

L’obiettivo dell’infezione è salvarci dal Grande Filtro. La teoria dice che le civiltà tecnologiche si suicidano prima di diventare interstellari. La soluzione di Pluribus è semplice: rimuovi l’individuo, rimuovi il conflitto per creare stabilità perfetta.
Come un termitaio che dura immutato da centinaia di anni. Ma la stabilità è sopravvalutata.

No, non l’abbiamo sparata grossa. Prendiamo l’Ophiocordyceps: è quel fungo parassita (quello di The Last of Us, per intenderci) che infetta le formiche e le trasforma in zombie. La cosa inquietante è che non invade il cervello, ma prende il controllo direttamente dei muscoli. Costringe la vittima ad arrampicarsi a 25 centimetri esatti da terra, non uno di più non uno di meno, perché è lì che l’umidità e la temperatura sono perfette per rilasciare le spore. Funziona così bene perché le formiche sono tutte uguali, reagiscono tutte allo stesso modo. Una volta trovato il modo giusto, il fungo stermina l’intera colonia in un pomeriggio.

Pluribus: la "pace" aliena è peggio della guerra. Copiare gli insetti? È la nostra estinzione
L’Ophiocordyceps, il fungo parassita che attacca le formiche. Questo fungo, come altri della specie Cordycep, attacca solo un tipo specifico di formica: la Camponotus leonardi. (Crediti foto: Katja Schulz / Flickr)

La diversità genetica e comportamentale, quel caos che la mente collettiva vuole cancellare, è l’unica difesa contro l’imprevisto. Se arriva un virus nuovo, il “pazzo” che ha una mutazione diversa o che si comporta in modo strano è quello che sopravvive e salva la specie. Gli unici mammiferi che ci hanno provato sono i ratti talpa nudi (sì, è il loro vero nome).

Questi ratti, vivono sottoterra, mangiano tuberi e sembrano salsicce con i denti. Sono eusociali e vivono fino a 37 anni, un’eternità per un roditore, ma soprattutto, sono praticamente immuni ai tumori: in quarant’anni di studi non ne abbiamo trovato nemmeno uno, grazie a un acido ialuronico super-denso che blocca la divisione cellulare impazzita. Ma questi ratti, per fortuna diremmo, non hanno mai inventato la ruota, né tantomeno , nè scoperto la Relatività, nè creato passioneastronomia.

Pluribus: la "pace" aliena è peggio della guerra. Copiare gli insetti? È la nostra estinzione
Il Ratto talpa nudo. (Crediti: Smithsonian’s National Zoo, Flickr)

L’alveare lo abbiamo già (ed è meglio)

​La serie cade comunque nel solito tranello filosofico: o caos totale o dittatura della mente condivisa. Questo è però falso. Gli umani sono già ultra-cooperativi. Solo che non usiamo feromoni, ma con tutti i nostri difetti, usiamo un’arma più potente: la cultura.

Abbiamo costruito le Nazioni Unite, Wikipedia e la Stazione Spaziale Internazionale coordinando milioni di cervelli diversi, spesso e volentieri in disaccordo tra loro. È un “alveare virtuale” che mantiene i vantaggi della cooperazione senza doverci lobotomizzare a vicenda. ​Siamo disordinati, litighiamo su Instagram anche davanti ad ovvietà (vedi i Terrapiattisti) e prendiamo decisioni irrazionali. Ma è proprio questo rumore di fondo che ci permette di adattarci. Pluribus ci offre la pace delle formiche, ma il prezzo è diventare, essenzialmente, dei ratti talpa spaziali. A voi la scelta.