C’è molta confusione riguardo le conoscenze attuali sull’evoluzione di questo tipo di stelle. Facciamo chiarezza

Giusto ieri, mi hanno fatto notare una discussione su una delle stelle più massicce conosciute, R136a1, nella Grande Nube di Magellano. Si tratta di una stella famosa per la sua enorme stazza, che arriva a lambire le 300 masse solari! Mi sono reso però conto che c’è molta confusione riguardo le conoscenze attuali sull’evoluzione di questo tipo di stelle.

Rappresentazione artistica di R136a1

In particolare, una delle risposte (che denotava appunto una grande confusione) affermava che tale peso massimo non possa esistere, basando probabilmente la sua risposta su qualche libro di testo non aggiornato. Linko infatti qui una pubblicazione, che conferma quanto appena detto fin dal titolo “The R136 star cluster hosts several stars whose individual masses greatly exceed the accepted 150 Msun stellar mass limit“, un articolo del 2010. Insomma sono 10 anni che sappiamo che tale “limite” non è davvero un limite. In particolare in tabella 7 è anche annotata la massa stimata attuale di R136a1, che si attesta essere di 265 masse solari, ma con un’incertezza di +80 e -35, ovvero potrebbe ammettere valori compresi tra 230 e 345 masse solari! Ergo, anche un valore oltre le 300 masse solari, citato da altri studi (ad esempio Crowther et al, 2016 MNRAS), è perfettamente consistente. I risultati di questo articolo, sono stati poi confermati da un secondo studio del 2014 su Astronomy&Astrophysics, a prima firma Hainich.

Eta Carinae
Eta Carinae, con oltre 100 masse solari di massa, una delle stelle più massicce tra le note della Via Lattea. Credit: Nathan Smith

Da notare anche una cosa, tale stella non è ovviamene una delle stelle di popolazione III (la cui componente massiccia è ormai morta da parecchio tempo), ovvero la primissima generazione stellare dell’universo nata con una composizione primordiale, priva di metalli, che favoriva la formazione di stelle marcatamente più massicce di oggi, avvicinandosi anche alle 1000 masse solari di massa (Ohkubo et al. 2009, ApJ). Tali colossi possono quindi esistere anche tra le generazioni stellari più recenti a più alta metallicità. Penso comunque che tale “pillola” possa tornare utile! 

Riferimenti:

  • https://academic.oup.com/mnras/article/408/2/731/1024495?
  • “The Wolf-Rayet stars in the Large Magellanic Cloud – A comprehensive analysis of the WN class” R. Hainich, U. Rühling, H. Todt, L. M. Oskinova, A. Liermann, G. Gräfener, C. Foellmi, O. Schnurr and W.-R. HamannA&A, 565 (2014) A27. DOI: https://doi.org/10.1051/0004-6361/201322696
  • Ohkubo et al. 2009, ApJ, 706, 2
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