Un team di scienziati ha scoperto una delle più grandi strutture mai rilevate vicino al Sistema Solare.
Un team internazionale di scienziati, guidato da un astrofisico della Rutgers University-New Brunswick, ha scoperto una nube potenzialmente in grado di formare stelle, una delle più grandi strutture mai rilevate vicino al Sistema Solare. L’enorme sfera di idrogeno, a lungo invisibile agli scienziati, è stata rivelata grazie alla presenza di idrogeno molecolare. Gli scienziati l’hanno chiamata “Eos”, in onore della dea greca dell’alba. La loro scoperta è descritta in uno studio pubblicato su Nature Astronomy.
Di cosa si tratta?
Le nubi molecolari sono composte da gas e polvere, la cui molecola più comune è l’idrogeno, il componente fondamentale di stelle e pianeti ed essenziale per la vita. Contengono anche altre molecole come il monossido di carbonio. Le nubi molecolari vengono spesso rilevate utilizzando metodi come le osservazioni radio e infrarosse, che rilevano facilmente la firma chimica del monossido di carbonio. Per questo lavoro, però, gli scienziati hanno utilizzato un approccio diverso.
Ci sono rischi per la Terra?
“È la prima nube molecolare scoperta osservando direttamente l’emissione ultravioletta dell’idrogeno molecolare”, ha spiegato l’astrofisica Blakesley Burkhart, autrice dello studio. “I dati hanno mostrato molecole di idrogeno luminose rilevate tramite fluorescenza nell’ultravioletto lontano. Questa nube brilla letteralmente al buio”, ha aggiunto. Eos non rappresenta un pericolo per la Terra e il sistema solare. Grazie alla sua vicinanza, la nube di gas offre un’opportunità unica per studiare le proprietà di una struttura all’interno del mezzo interstellare. Quest’ultimo è composto da gas e polveri che riempiono lo spazio tra le stelle all’interno di una galassia e funge da materia prima per la formazione di nuove stelle.
Per saperne di più:
- Leggi il comunicato della Rutgers University.
