La missione Shenzhou-20 resta a bordo di Tiangong dopo un possibile impatto con un detrito spaziale. La Cina valuta un rientro o missione di soccorso

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Il 1º novembre la nuova missione Shenzhou-21 è arrivata alla stazione spaziale cinese Tiangong, dove ha trovato ad accoglierla l’equipaggio di Shenzhou-20, composto dal comandante Chen Dong (陈冬), dall’operatore Chen Zhongrui (陈中瑞) e dalla responsabile scientifica Wang Jie (王杰). Nei giorni successivi, i tre veterani hanno aiutato i nuovi arrivati ad ambientarsi alla vita in microgravità, prima di passare loro la gestione della stazione il 4 novembre. Tutto lasciava intendere che il rientro di Shenzhou-20 sarebbe avvenuto il giorno successivo, chiudendo una missione iniziata in aprile. Ma un detrito, forse, ne mette al rischio il rientro.

Il lancio della Shenzhou-20 prima del detrito. Credito: CNSA
Il lancio della Shenzhou-20. Credito: CNSA

Ma la mattina del 5 novembre, poche ore prima del previsto distacco del veicolo, la China Manned Space Agency (CMSA) ha annunciato a sorpresa il rinvio del rientro, spiegando che la navicella «potrebbe essere stata colpita da un piccolo frammento di detrito spaziale». L’agenzia ha aggiunto che sono in corso analisi d’impatto e valutazioni di rischio, e che la decisione di rinviare il ritorno sulla Terra è stata presa per garantire la sicurezza dei taikonauti.

L’equipaggio della Shenzhou 20 durante i test a terra. Che Zhongrui (a sinistra), Chen Dong e Wang Jie. Credito:Cnsa
L’equipaggio della Shenzhou 20 durante i test a terra. Chen Zhongrui (a sinistra), Chen Dong e Wang Jie. Credito:Cnsa

Da allora Chen, Chen e Wang restano a bordo di Tiangong, ora con un carico di lavoro più leggero: grazie alla presenza contemporanea dei due equipaggi, la routine quotidiana si è fatta più rilassata, e le scorte di bordo – potenziate dai rifornimenti delle missioni Tianzhou-9 e Shenzhou-21 – consentono di mantenere sei persone a bordo per alcune settimane.

Alla ricerca del danno

La CMSA non ha ancora comunicato quale parte della navicella possa essere stata colpita. Le analisi di rischio mostrano che le sezioni rivolte in avanti lungo la traiettoria orbitale sono le più esposte all’impatto con microdetriti. In questa configurazione, il modulo di servizio della Shenzhou-21 – dove si trovano i principali motori di manovra – è particolarmente vulnerabile, ma anche tutti e tre i moduli della Shenzhou-20 (orbitale, di rientro e di servizio) potrebbero essere stati colpiti. Le ipotesi più plausibili riguardano una perdita d’aria nel modulo orbitale, danni allo scudo termicodella capsula di rientro o lesioni a un sistema ausiliario nel modulo di servizio.

Per ora, ingegneri e tecnici cinesi stanno analizzando i dati di bordo, le immagini delle telecamere esterne e i rilievi effettuati dai bracci robotici di Tiangong, dotati anch’essi di videocamere. Una volta completata la valutazione, la CMSA deciderà se procedere al rientro o se attivare il piano di emergenza con una missione di soccorso (causa detrito).

La navicella di riserva 

In caso di danni irreparabili, verrebbe lanciata la Shenzhou-22, già pronta presso il Centro di Lancio di Jiuquan. Il piano – mai messo in atto finora ma previsto sin dalla missione Shenzhou-12 – prevede che la navicella danneggiata si separi dalla stazione, seguita dal lancio della Shenzhou-22 senza equipaggio. Dopo l’attracco, gli astronauti trasferirebbero materiali e strumenti: l’equipaggio di Shenzhou-20 userebbe poi la Shenzhou-21 per il rientro, mentre la Shenzhou-22 resterebbe attraccata come nuovo veicolo di emergenza.

Questo sistema di sicurezza è un pilastro della strategia cinese per le missioni con equipaggio: un razzo Long March 2F/G e una capsula Shenzhou di riserva rimangono costantemente pronti al lancio, con la possibilità di decollare in appena otto giorni e mezzo dall’ordine e raggiungere la stazione in meno di sette ore.

Rendering 3D della stazione spaziale cinese Tiangong. Credito: CNSA
Rendering 3D della stazione spaziale cinese Tiangong. Credito: CNSA

La CMSA potrebbe decidere il da farsi dopo il 10 novembre, quando il traffico di lanci da Jiuquan diminuirà. Se la Shenzhou-20 potrà rientrare normalmente, il calendario delle missioni resterà invariato; in caso contrario, la partenza della Shenzhou-22 e il prolungamento della permanenza della Shenzhou-21 potrebbero modificare i piani futuri, compresi l’atteso soggiorno di un anno e la visita congiunta del Pakistan alla stazione cinese.

In ogni caso, questa vicenda ricorda quanto sia reale il rischio dei detriti spaziali, anche per una struttura come Tiangong in orbita bassa: frammenti grandi pochi millimetri possono compromettere un’intera missione. E dimostra che, nonostante i progressi tecnologici, lo spazio resta un luogo dove la prudenza è la prima forma di sopravvivenza.


Fonte: China in Space, novembre 2025