Ecco uno spettacolare video in alta definizione del nostro Sole, ripreso dal telescopio spaziale SDO della NASA. Studiare la nostra stella ci consente di comprendere anche altre stelle della nostra galassia

Il Solar Dynamics Observatory (SDO) è un particolare telescopio lanciato dalla NASA nel 2010 per monitorare costantemente il Sole. Fin dai primi mesi in orbita, il telescopio ha studiato l’attività solare della nostra stella e il suo impatto sull’intero sistema solare. Le misurazioni effettuate da SDO hanno contribuito notevolmente alla comprensione di cosa accade sulla superficie della nostra stella. Per farlo, gli strumenti a bordo del veicolo catturano straordinarie immagini del Sole ogni 12 secondi, in 10 diverse lunghezze d’onda. Nel video che vi proponiamo sotto potete ammirarlo in tutta la sua bellezza. SDO ha fotografato la stella per un anno intero, dal primo gennaio 2015 al 28 gennaio 2016. La sequenza, ripubblicata in time-lapse dalla NASA, è a dir poco spettacolare.

Un anno della nostra stella in ultra-hd

Approfittiamone per fare un breve approfondimento sulla nostra stella. Dovete sapere che il Sole è classificato come una nana gialla. La sua superficie raggiunge una temperatura di oltre 5500 gradi Celsius ed ha una massa complessiva di 2×1030 kg. Da solo, il Sole copre il 99,86% della massa dell’intero sistema solare. È composto principalmente da idrogeno (ben il 74% della sua massa e il 92,1% del suo volume) ed elio (più o meno il 25% della massa e il 7,8% del volume). Come molte altre stelle, il Sole orbita attorno al centro della nostra galassia ad una distanza di 26mila anni luce. Per fare un giro completo impiega addirittura tra i 225 e i 250 milioni di anni!

Le missioni

Parker Solar Probe
La sonda Parker Solar Probe. Credit: NASA

Molte le missioni progettate per studiare la nostra stella. I primi satelliti costruiti per osservare il Sole furono i Pioneer 5, 6, 7, 8 e 9 della NASA, lanciati tra la fine degli anni ’50 e ’60. Quelle sonde orbitarono attorno al Sole ad una distanza di poco inferiore a quella della Terra, ma riuscirono a dirci parecchio sul vento solare e il suo campo magnetico. Negli anni Settanta toccò alla sonda Helios 1 e alla stazione spaziale Skylab, che fornirono agli scienziati preziose informazioni sulla corona. Negli anni ’90 ci fu la sonda giapponese Yohkoh e in particolare la Solar and Heliospheric Observatory (SOHO). Quest’ultima ci ha permesso di studiare le lunghezze d’onda dello spettro elettromagnetico solare. Di recente, invece, la Parker Solar Probe è stata la sonda che si è avvicinata più di chiunque altro alla nostra stella. Ne abbiamo parlato qui.

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