Il telescopio spaziale Hubble ha fotografato asteroidi che si scontrano tra loro in un sistema planetario vicino attorno a una stella lontana 25 anni luce dalla Terra.

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Quando il sistema solare iniziò a formarsi, era un vero e proprio caos. Un’enorme quantità di materiale roccioso si stava frantumando in un vortice che avrebbe poi dato origine ai piccoli protopianeti, comete e asteroidi che compongono il nostro “vicinato cosmico”. Ora il telescopio spaziale Hubble della NASA ha fotografato uno scontro violento che si è verificato attorno a un’altra stella a circa 25 anni luce di distanza. La stella, Fomalhaut, è una delle più luminose del cielo notturno ed è nota per essere avvolta da fasce di polvere e detriti.

Cosa sappiamo di Fomalhaut

Questa immagine composita del Telescopio Spaziale Hubble mostra l’anello di detriti e le nubi di polvere cs1 e cs2 attorno alla stella Fomalhaut. La stella stessa è “mascherata” per consentire la visione delle caratteristiche più deboli. La sua posizione è indicata dalla stella bianca. Crediti: NASA, ESA, Paul Kalas (UC Berkeley); Elaborazione immagini: Joseph DePasquale (STScI).

Nel 2008, gli astronomi che osservavano Fomalhaut scoprirono un potenziale pianeta in orbita attorno alla stella. Osservazioni successive, tuttavia, mostrarono che l’orbita del presunto corpo celeste si stava affievolendo, portando alcuni a chiedersi se si trattasse davvero di un pianeta o dei detriti lasciati da una collisione tra due oggetti più piccoli. Nel 2014 era scomparso. E in un nuovo studio pubblicato su Science, gli astronomi descrivono come, nel 2023, abbiano trovato un diverso punto luminoso che assomiglia all’oggetto scoperto in precedenza. La sua improvvisa comparsa e la presunta scomparsa del pianeta suggeriscono che entrambi siano i resti di violente collisioni tra due oggetti massicci. Le osservazioni contraddicono le vecchie ipotesi su tali collisioni, secondo Paul Kalas, astronomo dell’Università della California, Berkeley, e coautore del nuovo studio.

Le conclusioni degli astronomi

“La teoria precedente suggeriva che ci dovesse essere una collisione ogni 100.000 anni, o più. Qui, in 20 anni, ne abbiamo già viste due”, ha spiegato Kalas. “Se avessimo un filmato degli ultimi 3.000 anni, e fosse accelerato in modo che ogni anno fosse una frazione di secondo, immaginate quanti lampi vedremmo in quel lasso di tempo. Il sistema planetario di Fomalhaut brillerebbe di queste collisioni”. In futuro, Kalas e i suoi colleghi sperano di utilizzare il telescopio spaziale James Webb per ricostruire la composizione della polvere rimasta dopo l’impatto, comprese eventuali prove della presenza di ghiaccio d’acqua. Queste e altre osservazioni di Fomalhaut e dei detriti circostanti potrebbero offrire nuovi indizi su come si fondono ed evolvono sistemi planetari come il nostro.

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