Avete mai notato che il nome della città è quasi identico a quello di uno degli scienziati più famosi? Potrebbe non essere solo una coincidenza, ma una delle chiavi per capire il Sottosopra.
Per anni abbiamo dato per scontato che “Hawkins” fosse stato scelto solo perché suonava bene. Un nome americano, generico, un po’ noioso. Il posto ideale per nascondere un laboratorio segreto senza dare nell’occhio.
Ma se guardiamo cosa sta succedendo nella stagione finale della serie, con wormhole che piegano lo spazio-tempo, quel nome inizia a sembrare decisamente sospetto. Sì, lo sappiamo, potrebbe sembrare la classica teoria da fan che ha passato troppe notti su Reddit, ma seguiteci un attimo: basta cambiare una lettera, togliete la “S” finale mettendo la “G” e… Hawkins diventa Hawking.
Difficile credere che sia solo una coincidenza. Come mai diciamo ciò?
Beh, Stephen Hawking è uno dei fisici che più di tutti ha definito la nostra comprensione dei buchi neri e delle singolarità. La serie, lo stiamo scoprendo solo ora, parla letteralmente di questi argomenti. Dare alla città un nome quasi identico a quello dello scienziato più famoso del campo, suona come un indizio intenzionale. O forse, solo come un omaggio “nascosto”.

La città sul bordo del precipizio
Se accettiamo questa connessione, il nome della città assume tutto un altro significato. In questo caso non sarebbe solo un’etichetta geografica, ma potrebbe essere un riferimento alla Radiazione di Hawking. Nel 1974, il fisico infatti teorizzò che i buchi neri non sono eterni. Disse che ai loro confini (ovvero l’orizzonte degli eventi), questi oggetti perdono energia, “evaporano” lentamente, emettendo radiazioni prima di scomparire.
Nella serie, la città di Hawkins agisce proprio come quel bordo.
È la linea di confine instabile tra il nostro mondo e il caos del sottosopra (anzi, il wormhole). È il punto dove la realtà sembra sfaldarsi perché c’è un “buco” che preme costantemente dall’altra parte.

Quella che vediamo nel Sottosopra, è solo cenere?
Avete presente quella roba scura che fluttua perennemente nel Sottosopra? Quella polvere che sembra cenere (che fa sembrare tutto un incubo post-apocalittico) e che invade il nostro mondo ogni volta che i portali si aprono? Non è mai stato chiarito ufficialmente cosa sia. Residui biologici? Scorie nucleari?
Ma se guardiamo alla teoria di Hawking, quella polvere assomiglia molto alla rappresentazione visiva della materia che si disgrega. Come se la realtà stesse “evaporando” sul bordo del wormhole.
Ovviamente i fratelli Duffer non lo hanno mai confermato apertamente. Ma conoscendo la loro ossessione per i dettagli scientifici, basti pensare al progetto MKUltra a cui la serie è ispirata, ai wormhole, alla materia esotica… è molto probabile che chiamare la città “Hawkins” fosse il loro modo per strizzare subito l’occhio all’astrofisica. Fino a quando non avremo conferme però, queste resteranno solo teorie da fan, sia di fisica che della serie.
I nostri approfondimenti su Stranger Things:
Fonti utilizzate:
- Hawking, S. W. (1974). Black hole explosions?
- Hawking, S. W. (1988). Dal Big Bang ai buchi neri (A Brief History of Time). Rizzoli.
