La rilevazione dei venti su sette esopianeti simili a Giove ha consentito di effettuare misurazioni affidabili del loro campo magnetico.
Un team di astronomi ha trovato la prova più convincente finora che alcuni pianeti al di fuori del nostro Sistema Solare potrebbero essere magnetici. Utilizzando il Very Large Telescope (VLT) dell’Osservatorio Europeo Australe (ESO) e il telescopio Gemini North, i ricercatori hanno misurato la velocità dei venti su sette esopianeti molto caldi, simili a Giove. Le osservazioni hanno rivelato che i venti su questi pianeti sono molto probabilmente governati da campi magnetici, fornendo la prima misurazione affidabile del magnetismo su pianeti al di fuori del Sistema Solare.
La misurazione dei venti
Il campo magnetico terrestre influenza la nostra atmosfera in modi complessi ed è quindi un fattore chiave per comprendere cosa rende il pianeta abitabile per la vita. I campi magnetici sono presenti anche in altri pianeti del Sistema Solare, come Giove e Saturno. Tuttavia, negli ultimi 15 anni, nessuno era riuscito a misurare direttamente l’intensità dei campi magnetici degli esopianeti, fino ad ora.
In realtà, l’obiettivo del team non era la misurazione dei campi magnetici, ma dei venti. Hanno così misurato la velocità del vento su sette esopianeti in orbita attorno a stelle diverse: giganti gassosi come Giove, ma ciascuno in rotazione sincrona con la propria stella e molto vicino ad essa. Questa differenza di temperatura crea un clima completamente diverso da quello del nostro pianeta, con venti estremamente forti. Le velocità del vento nel loro campione variavano da circa 7200 km/h a oltre 25.000 km/h; in confronto, i venti più veloci misurati su Giove raggiungono velocità di circa 1500 km/h.
Ma quando hanno analizzato come la velocità del vento variava in funzione della temperatura del pianeta, hanno notato un modello molto interessante: più il pianeta è caldo, più il vento è lento. Un fatto totalmente controintuitivo perché, a parità di altre condizioni, i pianeti caldi hanno più energia per accelerare i venti. Quindi ci doveva essere un meccanismo che rallentasse la velocità del vento sugli oggetti più caldi.
L’influenza del campo magnetico

Il team ha concluso che la spiegazione più plausibile per questo mistero è la presenza di campi magnetici su scala planetaria, poiché questi campi possono agire da freno, rallentando il movimento delle particelle cariche nell’atmosfera. I dati hanno quindi permesso ai ricercatori di dedurre l’intensità del campo magnetico in ciascuno dei pianeti studiati. Hanno scoperto che la loro intensità è paragonabile a quella del nostro Sistema Solare: circa quattro volte superiore a quella di Saturno o circa la metà di quella di Giove.
Campi magnetici così intensi potrebbero influenzare ben più del semplice vento su questi pianeti lontani. Qui sulla Terra, conosciamo la bellezza delle aurore boreali e australi, dove le particelle provenienti dal Sole colpiscono il nostro campo magnetico e vengono guidate verso i poli, scontrandosi con i gas presenti nell’atmosfera per produrre coloratissime e spettacolari aurore. Sugli esopianeti studiati, le aurore generate magneticamente potrebbero essere ancora più spettacolari.
Prossimi studi sugli esopianeti
Il team attende con impazienza l’arrivo dell’Extremely Large Telescope (ELT) dell’ESO, che aiuterà a caratterizzare non solo gli esopianeti di grandi dimensioni, simili a Giove, ma anche quelli più piccoli come la Terra, e potrebbe persino rilevare gas in grado di produrre aurore su questi mondi lontani.
Per saperne di più
- Leggi il comunicato stampa su ESO;
- Leggi il paper scientifico intitolato “Magnetic field strengths of hot giant exoplanets consistent with Solar System values” pubblicato su Nature Astronomy.
