Spesso pensiamo alle esplosioni di supernova come a un destino inevitabile per le grandi stelle. Per quelle di Wolf-Rayet, però, potrebbe non essere così. Ecco perché.

Le stelle di Wolf-Rayet sono fra le più massicce mai conosciute. Finora si pensava avessero un destino simile a quello di molte altre grandi stelle, ovvero che morissero collassando in un buco nero. Una nuova scoperta, però, sembrerebbe suggerire che il loro destino sia quello di diventare comunque supernove.

Alla fine della loro vita le stelle di Wolf-Rayet, anziché esaurire il carburante ed esplodere, espellerebbero i loro strati più esterni attraverso un vento stellare estremamente potente (le due fasi comunque non si escluderebbero a vicenda). Questo meccanismo creerebbe una nebulosa ricca di elio ionizzato, carbonio e azoto, ma con pochissimo idrogeno. La temperatura superficiale di queste stelle può tranquillamente superare i 200mila gradi Kelvin rendendole fra le stelle più luminose mai osservate.

Supernova
Una stella Wolf-Rayet. Credit: Gal-Yam, A., et al.

La vita stellare delle Wolf-Rayet

Secondo un recente studio, alcune stelle di Wolf-Rayet diventerebbero supernove, anziché collassare “silenziosamente” in un buco nero. Il team di ricercatori che ha condotto lo studio ha analizzato lo spettro luminoso di una supernova nota come SN 2019hgp, scoperta dalla Zwicky Transient Facility (ZTF). Tale spettro emetteva una luce brillante che indicava la presenza di carbonio, ossigeno e neon, ma non di idrogeno o elio. Quando gli scienziati hanno esaminato i dati più da vicino, hanno scoperto che queste particolari linee di emissione non erano state causate direttamente dagli elementi della supernova, ma che facevano parte di una nebulosa che si espandeva lontano dalla stella, a più di 1500 chilometri al secondo.

In altre parole, prima che si verificasse la supernova, la stella progenitrice era circondata da una nebulosa ricca di carbonio, azoto e neon, mentre mancava degli elementi più leggeri come idrogeno ed elio. L’espansione della nebulosa dev’essere stata guidata da fortissimi venti stellari e questo fenomeno corrisponde benissimo alla struttura di una stella di Wolf-Rayet. La SN 2019hgp, quindi, sembrerebbe essere il primo esempio di supernova di tipo Wolf-Rayet. Serviranno sicuramente ulteriori approfondimenti per analizzarne i dettagli. Fatto sta che una piccola parte delle stelle di Wolf-Rayet non muoiono “silenziosamente” nella notte interstellare.

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