Un ricercatore ha identificato la grafia del grande astronomo in una copia dell’Almagesto del XVI secolo. Migliaia di annotazioni rivelano come il giovane Galileo abbia usato la logica degli antichi per scardinare il sistema geocentrico

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Tutto è iniziato in una biblioteca di Firenze, dove Marco Malara, ricercatore dell’Università di Milano, ha notato qualcosa di insolito tra le pagine di una vecchia edizione dell’Almagesto. Su una pagina bianca era stato trascritto il Salmo 145, con una grafia che ricordava in modo inconfondibile quella del celebre scienziato toscano. Dopo anni di studi e analisi condotte con il Museo Galileo, il sospetto è diventato una certezza: quel volume, il pilastro dell’astronomia antica che poneva la Terra al centro dell’universo, era stato studiato e annotato da Galileo Galilei in persona.

​Il rivoluzionario da giovane

Galileo Galilei
Uno storico ha scoperto che una stampa del XVI secolo dell’Almagesto, un testo astronomico antico di grande influenza, contiene ampie annotazioni di Galileo Galilei, l’astronomo che in seguito rovesciò la concezione geocentrica del cosmo contenuta in quel testo

​Le note, databili intorno al 1590, mostrano un Galileo circa vent’anni prima delle sue storiche scoperte al telescopio. Da questi testi, emerge l’immagine di uno studioso che venera e, al contempo, seziona e critica l’opera di Tolomeo. L’Almagesto era la “saggezza antica incarnata” che aveva regnato per 14 secoli, Galileo non la ignorò, ma piuttosto ne padroneggiò ogni dettaglio tecnico. Secondo Malara, questa scoperta suggerisce che Galileo ruppe con il sistema geocentrico proprio perché convinto che un modello eliocentrico avrebbe soddisfatto meglio la logica matematica dello stesso Tolomeo.

​La prova nel Salmo 145

​A confermare l’attribuzione, oltre ai risultati delle analisi calligrafiche, è stata anche una singolare coincidenza storica: Malara è infatti rimasto colpito dalla presenza del Salmo 145, una preghiera che esalta la grandezza di Dio. Nonostante possa sembrare in contrasto con lo stereotipo di un Galileo in lotta con l’autorità religiosa, altri documenti dell’epoca confermano questa sua abitudine. In una lettera del 1673, il matematico Alessandro Marchetti menzionava proprio che Galileo era solito offrire una preghiera a Dio prima di immergersi negli studi di Tolomeo.

​Una nuova luce sulla transizione ideologica

Galileio Galilei
Galileo Galilei e le macchie solari

​Questa scoperta mette in discussione la narrativa tradizionale che descriveva Galileo come un pensatore concentrato “solo sui grandi sistemi” e poco interessato ai dettagli tecnici. Al contrario, i margini ricchi di calcoli e commenti mostrano un uomo che arrivò alle sue posizioni rivoluzionarie attraverso un’analisi rigorosa del paradigma tradizionale. È il ritratto di un genio che, prima di spostare la Terra dal centro dell’universo, aveva imparato a conoscere quel vecchio universo meglio di chiunque altro, mettendo il rigore al centro, prima di ogni altra cosa.

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