Un team giapponese ha trovato in Ryugu tutti e cinque i mattoni molecolari del DNA e dell’RNA. Le stesse molecole erano già state trovate nell’asteroide Bennu.

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Nel 2014 la sonda giapponese Hayabusa-2 partì verso Ryugu, un asteroide carbonaceo largo circa 900 metri che orbita tra la Terra e Marte. Ci arrivò nel 2018, raccolse campioni di materiale roccioso e tornò sulla Terra nel dicembre 2020. Da allora quei campioni sono stati analizzati in laboratori controllati per evitare qualsiasi contaminazione terrestre.

Analisi recente

L’analisi più recente, pubblicata su Nature Astronomy da un team guidato dal biogeochimico Toshiki Koga del Japan Agency for Marine-Earth Science and Technology, ha trovato nei campioni tutti e cinque i nucleobasi del DNA e dell’RNA, ovvero le molecole che in ogni organismo vivente sulla Terra codificano e trasferiscono l’informazione genetica.

Il DNA è costruito su quattro di queste molecole: adenina, citosina, guanina e timina. L’RNA ne usa quattro anch’esso, sostituendo però la timina con l’uracile. Insieme, questi cinque composti sono presenti in ogni forma di vita terrestre conosciuta, dalla più semplice cellula batterica agli esseri umani. Trovarli in un asteroide che non ha mai avuto contatto con la biosfera terrestre significa che si formano spontaneamente nella chimica del sistema solare primordiale, senza nessun processo biologico coinvolto.

Un’immagine direttamente dalla superficie dell’asteroide Ryugu. (Crediti: MASCOTTA/DLR/JAXA)

Due asteroidi su due

La stessa scoperta era stata annunciata nel gennaio 2025 per i campioni dell’asteroide Bennu, raccolti dalla missione NASA OSIRIS-REx. Ryugu aveva fino ad allora restituito solo l’uracile. Il nuovo studio ha completato il quadro trovando tutti e cinque in entrambi i campioni analizzati. Confrontando Ryugu con Bennu e con due meteoriti caduti sulla Terra, il Murchison e l’Orgueil, il team ha rilevato proporzioni diverse tra i cinque nucleobasi che correlano con la concentrazione di ammoniaca nei campioni, deducendo che l’ambiente chimico interno ai diversi corpi abbia influenzato quali molecole si siano formate con maggiore abbondanza.

Siamo a due asteroidi carbonacei su due con il set completo per la vita. La domanda logica che questo dato ci porta a fare è ancora senza una risposta: se le molecole alla base della vita terrestre si formano spontaneamente su corpi rocciosi distribuiti in tutto il sistema solare, la Terra è davvero il posto dove la vita è cominciata, o solo il posto (o uno dei posti) dove è andata a finire?

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