I telescopi Hubble ed Euclid hanno collaborato nell’osservazione della famosa nebulosa per creare una nuova prospettiva dei complessi resti di una stella morente.

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La straordinaria Nebulosa Occhio di Gatto, nella costellazione del Dragone, affascina gli astronomi da decenni con la sua struttura elaborata e multistrato. Le recenti osservazioni effettuate con la missione Gaia dell’ESA collocano la nebulosa a una distanza di circa 4300 anni luce da noi. Le nebulose planetarie, così chiamate per la loro forma sferica quando osservate attraverso i primi telescopi, sono in realtà gas in espansione espulso da stelle nelle loro fasi finali di evoluzione. Fu proprio nella Nebulosa Occhio di Gatto che questo fatto venne scoperto per la prima volta nel 1864: l’esame dello spettro della sua luce rivela l’emissione delle singole molecole, caratteristica di un gas, che distingue le nebulose planetarie da stelle e galassie. La nebulosa è stata ora mostrata attraverso gli occhi combinati del telescopio spaziale Hubble della NASA/ESA e di Euclid dell’ESA, evidenziando la straordinaria complessità delle fasi precedenti alla morte stellare.

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Una visione combinata

Nebulosa Occhio di Gatto - Hubble
L’immagine della Nebulosa Occhio di Gatto ripresa da Hubble. Essa mostra in dettaglio le bolle multistrato, i getti appuntiti e gli involucri circolari di gas che compongono la nebulosa, nonché la stella centrale. Crediti: ESA/Hubble & NASA, Z. Tsvetanov

Sebbene progettato principalmente per mappare l’Universo distante, Euclid ha immortalato la Nebulosa Occhio di Gatto nell’ambito delle sue indagini di imaging approfondito. Nell’ampia immagine di Euclid, che spazia nel vicino infrarosso e nella luce visibile, gli archi e i filamenti della brillante regione centrale della nebulosa sono situati all’interno di un alone di frammenti di gas colorati che si allontanano dalla stella. Questo anello è stato espulso dalla stella in una fase precedente, prima che si formasse la nebulosa principale al centro. L’intera nebulosa si staglia su uno sfondo brulicante di galassie distanti, a dimostrazione di come la bellezza astrofisica locale e le regioni più remote del cosmo possano essere osservate insieme nelle moderne indagini astronomiche.

All’interno di questa ampia visione della nebulosa e dei suoi dintorni, Hubble ha invece catturato il nucleo stesso del gas in espansione con immagini ad alta risoluzione nella luce visibile, aggiungendo ulteriori dettagli al centro dell’immagine. I dati rivelano un arazzo di gusci concentrici, getti di gas ad alta velocità e densi nodi scolpiti da interazioni d’urto, caratteristiche che appaiono quasi surreali nella loro complessità. Si ritiene che queste strutture registrino la perdita episodica di massa della stella morente al centro della nebulosa, creando una sorta di “documento fossile” cosmico delle sue fasi evolutive finali.

Nebulosa Occhio di Gatto - Euclid
La Nebulosa Occhio di Gatto ripresa dal telescopio spaziale Euclid dell’ESA. Crediti: ESA/Hubble & NASA, ESA Euclid/Euclid Consortium/NASA/Q1-2025, J.-C. Cuillandre & E. Bertin (CEA Paris-Saclay), Z. Tsvetanov

La combinazione dell’osservazione mirata di Hubble con le osservazioni a campo profondo di Euclid non solo mette in luce la squisita struttura della nebulosa, ma la colloca anche nel più ampio contesto dell’Universo che entrambi i telescopi spaziali esplorano. Insieme, queste missioni forniscono una visione ricca e complementare di NGC 6543, rivelando la delicata interazione tra i processi di fine vita stellare e il vasto spazio circostante.

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