I movimenti delle stelle nella Via Lattea hanno rivelato una gigantesca increspatura innescata da un evento cosmico avvenuto in un lontano passato della nostra galassia.

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Sappiamo da circa cento anni che le stelle della nostra galassia ruotano attorno al suo centro. Nel 2020, il satellite Gaia dell’ESA ha scoperto che il disco della Via Lattea oscilla nel tempo, in un modo simile a quello di una trottola. È chiaro che una grande “onda” provoca il moto delle stelle nella nostra galassia, a distanze di decine di migliaia di anni luce dal Sole. Come un sasso lanciato in uno stagno, che forma onde che si propagano verso l’esterno, questa onda galattica di stelle si estende su una gigantesca porzione del disco esterno della Via Lattea.

L’architettura della nostra galassia

Le posizioni e i movimenti delle stelle mappati rispetto al disco della Via Lattea. Crediti: ESA/Gaia/DPAC, S. Payne-Wardenaar, E. Poggio et al., 2025.

Solo negli ultimi anni gli astronomi hanno iniziato a ricostruire l’architettura tridimensionale della Via Lattea. Lo dobbiamo a Gaia, un satellite artificiale che ha trascorso più di un decennio a mappare le posizioni delle stelle della galassia dalla sua orbita attorno al Sole. Fra l’altro Gaia ha anche scoperto che il disco della Via Lattea non è perfetto, ma deformato verso l’esterno. In un nuovo studio, un team di astronomi guidato da Eloisa Poggio dell’Istituto Nazionale di Astrofisica ha voluto approfondire i movimenti delle stelle attorno al centro della nostra galassia.

I dettagli del nuovo studio

I ricercatori si sono concentrati su circa 17.000 giovani stelle giganti e circa 3.400 stelle variabili Cefeidi, situate fino a 49.000 anni luce dal Sistema Solare. Successivamente, i ricercatori hanno utilizzato i dati su queste stelle provenienti dal database di Gaia per capire come si muovono nella Via Lattea. Ebbene, entrambe le popolazioni di stelle mostravano lo stesso schema di movimento verticale coerente, con picchi e depressioni alternati, come le increspature di uno stagno, appunto. “Questo comportamento è coerente con ciò che ci aspetteremmo da un’onda”, ha spiegato Poggio. I ricercatori non sanno esattamente dove si trovi la sorgente dell’onda o cosa l’abbia causata. La galassia nana del Sagittario è un’opzione. Un’altra ipotesi è che potrebbe essere correlata all’onda di Radcliffe, recentemente scoperta, che si estende per 9.000 anni luce lungo uno dei bracci a spirale della Via Lattea.

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