Sappiamo finalmente qualcosa in più sulla sfuggente stella compagna di Betelgeuse.

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Gli astronomi sospettavano da tempo che Betelgeuse non fosse sola. Ora, grazie ai ricercatori della Carnegie Mellon University, sappiamo qualcosa in più sulla vera natura della sua compagna. I ricercatori si sono serviti sia del telescopio a raggi X Chandra della NASA che di Hubble per studiare la stella compagna di Betelgeuse, a lungo prevista ma mai effettivamente rilevata. C’era poco tempo a disposizione per vederla, poiché la “finestra cosmica” era stretta: intorno al 6 dicembre, la stella compagna di Betelgeuse, soprannominata “Betelbuddy” (ennesima dimostrazione della grande fantasia degli astronomi), ha raggiunto la sua massima separazione dalla supergigante rossa, poco prima di scomparire dietro di essa.

Cosa sappiamo di Betelbuddy

Uno studio a raggi X rivela nuovi dettagli sulla sfuggente stella compagna di Betelgeuse. Crediti: Carnegie Mellon University.

Durante questa osservazione, il telescopio Gemini North alle Hawaii ha catturato una debole immagine della compagna di Betelgeuse. In un altro studio, il team guidato dalla Carnegie Mellon ha utilizzato Chandra per raccogliere dati a raggi X con l’obiettivo di determinare la natura del misterioso oggetto. “Potrebbe essere una nana bianca o stata una stella di neutroni”, spiegano gli autori dello studio. Il problema è che non hanno trovato alcuna prova di accrescimento, segno distintivo di oggetti compatti come stelle di neutroni o nane bianche. La scoperta, pubblicata su The Astrophysical Journal, suggerisce un giovane oggetto stellare all’incirca delle dimensioni del Sole.

Di che si tratta

Uno studio del 2024 condotto da Jared Goldberg, coautore di questa ricerca, ipotizzava che una stella compagna orbitante rimuovesse la polvere che blocca la luce, permettendo a Betelgeuse di apparire più luminosa dalla Terra. Si ritiene che le coppie di stelle binarie abbiano masse simili, ma si stima che Betelgeuse abbia una massa pari a 16 o 17 volte quella del Sole, mentre la sua compagna ha una massa pari o inferiore a quella solare: un rapporto sbalorditivo che sfida i modelli convenzionali. Serviranno ulteriori approfondimenti per conoscerne la vera natura.

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