Osservato per la prima volta un anello di detriti nella “zona abitabile” di una stella morta. La risposta potrebbe essere la presenza di un pianeta. Ecco i dettagli dell’incredibile scoperta.

Le nane bianche sono resti di stelle che hanno bruciato tutto il loro combustibile. Quasi tutte, alla fine della loro vita, sono destinate a diventare nane bianche, compreso il Sole. Finora, però, sapevamo poco sull’eventualità che un pianeta potesse sopravvivere alla morte della sua stella.

Secondo un nuovo studio pubblicato su Monthly Notice of the Royal Astronomical Society, un gruppo di ricercatori sarebbe riuscito a misurare la luce di una nana bianca della Via Lattea e a scoprire detriti planetari in orbita attorno ad essa.

Rappresentazione artistica di un esopianeta intorno ad una nana bianca
Rappresentazione artistica di un esopianeta intorno ad una nana bianca. Credit: NASA/JPL-Caltech

Detriti planetari attorno a una nana bianca: la sorprendente scoperta

Con non poca sorpresa, gli scienziati hanno osservato regolari cali di luce corrispondenti a 65 nubi di detriti planetari in orbita attorno alla stella. Questa regolarità ha fatto loro pensare a strutture in transito davanti alla stella, attenuandone la luminosità ogni 23 minuti circa. La risposta potrebbe essere la presenza di un pianeta.

Le strutture che formano queste nubi hanno le dimensioni della nostra luna e sono di forma irregolare e polverose, molto simili a comete. L’influenza gravitazionale causata da un eventuale pianeta vicino, quindi, spiegherebbe la regolarità del loro transito davanti alla nana bianca. È una possibilità che eccita non poco la comunità scientifica. Non possiamo osservare direttamente il pianeta, ma la conferma potrebbe arrivare confrontando modelli computerizzati con le prossime osservazioni della stella e dei detriti in orbita.

È anche possibile che i pianeti che prima orbitavano attorno alla stella siano stati spazzati via durante la sua fase di stella gigante. Quindi è possibile che la vita possa essersi sviluppata solo di recente, sui pianeti “sopravvissuti” alla morte della stella. Lo studio, quindi, offre un’importante panoramica di ciò che potrebbe accadere nel sistema solare quando il Sole esploderà e si trasformerà in una nana bianca.

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