Gli scienziati hanno scoperto un gigantesco pianeta gassoso in orbita attorno a una stella morta. È il primo sistema planetario che può darci un’idea di quale sarà il destino del Sole e di Giove, nel nostro sistema solare.

I giganti gassosi potrebbero sopravvivere anche alla morte del Sole. A dirlo è un gruppo di astronomi che ha scoperto un sistema planetario che assomiglia moltissimo al nostro. O meglio, che ci dà un’idea precisa di cosa accadrà quando la nostra stella si spegnerà, fra circa cinque miliardi di anni. Ma andiamo con ordine.

Un'interpretazione artistica di un esopianeta simile a Giove in orbita attorno a una nana bianca. È la prova che i pianeti possono sopravvivere alla morte della loro stella
Un’interpretazione artistica di un esopianeta simile a Giove in orbita attorno a una nana bianca. È la prova che i pianeti possono sopravvivere alla morte della loro stella. Credit: W. M. Keck Observatory/Adam Makarenko

Giove e Saturno potrebbero sopravvivere alla morte del Sole

I ricercatori dell’Osservatorio WM Keck, sul Mauna Kea delle Hawaii, hanno rilevato questo pianeta, con un’orbita simile a quella di Giove, che ruota attorno a una stella nana bianca, situata vicino al centro della nostra galassia, la Via Lattea. È la prova che ci conferma che i pianeti che orbitano a una distanza sufficientemente grande possono continuare a esistere anche dopo la morte della loro stella. E dato che questo sistema è simile al nostro sistema solare, è molto probabile che anche Giove e Saturno potrebbero sopravvivere alla fase di gigante rossa del Sole, quando cioè la nostra stella finirà il combustibile nucleare e si autodistruggerà.

E la Terra?

Il futuro della Terra potrebbe non essere così roseo, essendo il nostro pianeta molto più vicino al Sole. Se l’umanità volesse trasferirsi su una delle lune di Giove o di Saturno prima che il Sole frigga la Terra durante la sua fase di supergigante rossa, rimarremmo comunque in orbita attorno al Sole, ma non potremmo fare affidamento sul calore del Sole, perché una nana bianca è molto fredda.

Del resto le nane bianche non sono altro che la conseguenza della morte delle stelle. Nelle ultime fasi del ciclo di vita stellare, una stella brucia tutto l’idrogeno nel suo nucleo e si gonfia fino a diventare una gigante rossa. A quel punto collassa su se stessa, rimpicciolendosi in una nana bianca, dove tutto ciò che rimane è un nucleo caldo e denso (più o meno delle dimensioni della Terra e con una massa della metà di quella del Sole).

In questa animazione una stella si gonfia fino a diventare una gigante rossa, che poi collassa in una nana bianca.
Credit: Osservatorio WM Keck/Adam Makarenko

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