Si parla tanto di turismo spaziale, oggi, ma in futuro potrebbe essere possibile viaggiare nel tempo a pagamento. Ecco cosa ne pensa l’autrice di fantascienza Dete Meserve.

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Possiamo viaggiare nel tempo? Da “La macchina del tempo” di H.G. Wells a “La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo” di Audrey Niffenegger e “Outlander” di Diana Gabaldon, il viaggio temporale ha catturato la nostra immaginazione per secoli. Il concetto torna di continuo, dai film come Ritorno al Futuro e Looper, ai videogiochi che si svolgono in loop temporali come The Outer Wilds e, naturalmente, i romanzi di fantascienza.

Viaggiare nel tempo sarà possibile in futuro? E a che prezzo?

Una scena del film “Ritorno al futuro”. Crediti: Universal Pictures.

Dete Meserve è una scrittrice di romanzi best-seller, che è stata produttrice esecutiva della serie di astronomia Ready Jet Go di PBS KIDS, in collaborazione con il Jet Propulsion Laboratory della NASA. Il suo ultimo romanzo, The Memory Collectors, racconta di quattro persone che tornano nel passato per poi ritrovarsi intrappolate nel passato. Fino a pochi anni fa, i fisici credevano che il viaggio nel passato fosse impossibile perché richiedeva una materia insolita o una deformazione estrema dello spaziotempo. Tuttavia, il fisico John D. Norton ha sviluppato un nuovo modello basato sulla teoria della relatività generale di Einstein, che dimostra che il viaggio nel tempo è matematicamente possibile.

Cosa dice la scienza

Il suo modello non si basa su un’intensa distorsione spazio-temporale, ma utilizza una semplice forma spazio-temporale che consente ai percorsi di tornare indietro nel tempo. Questo lavoro suggerisce che il viaggio nel tempo potrebbe avvenire in condizioni fisiche più “normali” di quanto si pensasse in precedenza. D’altronde la concezione classica del viaggio nel tempo si concentra su un problema fondamentale: i paradossi. Se i viaggiatori potessero alterare anche i dettagli più insignificanti del passato, le conseguenze riscriverebbero il presente o eliminerebbero l’esistenza stessa del viaggiatore: il famigerato paradosso del nonno. Questo ostacolo apparentemente insormontabile ha portato il fisico Stephen Hawking a proporre la sua Congettura di Protezione della Cronologia, che in sostanza sostiene che le leggi della fisica stesse impediscono il viaggio nel tempo a ritroso, impedendo la formazione di curve temporali chiuse.

Il turismo spaziale del futuro

Tuttavia, una recente ricerca condotta dal Dott. Fabio Costa e da Germain Tobar dell’Università del Queensland mette in discussione questa ipotesi. Hanno sviluppato un modello matematico che dimostra che le curve chiuse non creano automaticamente paradossi. Il loro modello suggerisce che, mentre i viaggiatori del tempo possono muoversi e agire liberamente nel passato, l’universo stesso mantiene una certa coerenza: gli eventi si auto-aggiusteranno per impedire il verificarsi di contraddizioni logiche. Fino a poco tempo fa, viaggiare nello spazio era impensabile, anche per noi “comuni mortali”. Aziende come SpaceX, Virgin Galactic e Blue Origin hanno trasformato i viaggi orbitali da pura fantascienza in esperienze prenotabili. Il viaggio nel tempo potrebbe seguire un percorso simile.

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