Con una stima di 200 miliardi di trilioni di stelle nell’universo osservabile, è altamente probabile l’esistenza di altre specie tecnologiche, potenzialmente anche all’interno della nostra galassia, la Via Lattea.
Viviamo in un’epoca d’oro per l’esplorazione spaziale. Gli scienziati stanno raccogliendo enormi quantità di nuove informazioni e prove scientifiche a un ritmo record. Eppure c’è ancora una domanda senza risposta: siamo soli? Le nuove tecnologie dei telescopi, come il James Webb, ci hanno permesso di scoprire migliaia di esopianeti potenzialmente abitabili che potrebbero sostenere una vita simile a quella presente sulla Terra. I rilevatori di onde gravitazionali hanno aperto una nuova strada all’esplorazione spaziale, rilevando le distorsioni spazio-temporali causate da buchi neri e supernove distanti milioni di anni luce.
Definire la vita

Una delle definizioni più accurate considera la vita come un sistema chimico autosufficiente, capace di elaborare informazioni e di mantenere uno stato di bassa entropia con poco disordine o casualità. La vita sulla Terra, come la intendiamo attualmente, si basa sull’interazione di DNA, RNA e proteine. Il DNA funge da modello della vita, contenente le istruzioni genetiche necessarie per lo sviluppo, la sopravvivenza e la riproduzione di un organismo. Queste istruzioni vengono convertite in messaggi che guidano la produzione di proteine, i “cavalli da tiro” della cellula, che sono responsabili di una vasta gamma di funzioni.
La vita oltre la Terra
La vita altrove potrebbe non basarsi sul carbonio. Il silicio, che ha diverse somiglianze chimiche con il carbonio, è stato proposto dagli scienziati come valida alternativa. Se esistono, le forme di vita basate sul silicio potrebbero mostrare caratteristiche e adattamenti unici. Ad esempio, potrebbero usare strutture basate sul silicio per il supporto, analoghe alle ossa o ai gusci negli organismi basati sul carbonio. Ma il leggero squilibrio osservato in molte molecole organiche potrebbe essere un indicatore del fatto che la vita sulla Terra abbia avuto origine dalla somministrazione di molecole organiche da parte di vita “extraterrestre”. In altre parole, potremmo benissimo essere discendenti di vita che ha avuto origine altrove.
L’equazione di Drake
L’equazione di Drake, sviluppata dall’astronomo Frank Drake nel 1961, fornisce un quadro per stimare il numero di civiltà rilevabili nella nostra galassia. Questa equazione incorpora fattori come il tasso di formazione stellare, la frazione di stelle con pianeti e calcola la frazione di quei pianeti in cui potrebbe emergere la vita intelligente. Una stima ottimistica suggerisce che potrebbero esistere 12.500 civiltà aliene intelligenti nella sola Via Lattea. Quindi, considerando l’enorme numero di stelle e pianeti, sembra davvero improbabile che la vita non si sia sviluppata altrove.
La probabilità che l’umanità sia l’unica civiltà tecnologica nell’universo osservabile è considerata inferiore a una su 10 miliardi di trilioni. Inoltre, la possibilità che una civiltà si sviluppi su un singolo pianeta abitabile è migliore di una su 60 miliardi. Con una stima di 200 miliardi di trilioni di stelle nell’universo osservabile, è altamente probabile l’esistenza di altre specie tecnologiche, potenzialmente anche all’interno della nostra galassia, la Via Lattea.
Per saperne di più:
- Leggi l’editoriale di Space.com.
