Nel 1838, l’astronomo tedesco Friedrich Wilhelm Bessel, misurò per la prima volta la distanza di una stella, dimostrando che la Terra si muove nello spazio

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Il problema era che se la Terra gira intorno al Sole, allora perché non vediamo le stelle muoversi? Poi arrivò il 1838 e Bessel, pensò se la Terra si muove davvero intorno al Sole, allora anche le stelle devono muoversi.

La grande idea: la Parallasse

Per capire l’intuizione di Bessel, basta un semplice esperimento: allunga il braccio e solleva il pollice. Chiudi l’occhio sinistro, poi chiudi il destro e apri il sinistro. Il pollice sembrerà saltare da una parte all’altra rispetto allo sfondo. Questo fenomeno si chiama parallasse ed è causato dal cambio di prospettiva tra i tuoi due occhi. Bessel applicò lo stesso principio alle stelle (parallasse stellare): guardando una stella vicina da due punti opposti dell’orbita terrestre (a distanza di sei mesi), essa dovrebbe sembrare spostarsi rispetto alle stelle più lontane.

Parallasse
Come funziona la parallasse

La sfida di 61 Cygni

Ma le stelle sono lontanissime, e il loro movimento è così piccolo che nessuno era mai riuscito a vederlo. Friedrich non si arrese. Scelse una stella chiamata 61 Cygni, una stella che sembrava muoversi più velocemente delle altre nel cielo (segno che poteva essere vicina), e iniziò a guardarla ogni notte per un anno intero e segnò ogni minimo spostamento su un quaderno. Alla fine, ce la fece! Scoprì che la stella si muoveva di un soffio, un movimento piccolo.

61 Cygni
Raffronto tra le dimensioni del Sole (sinistra), di 61 Cygni A (in basso) e 61 Cygni B (in alto a destra)

Metodologia: l’Eliometro di Fraunhofer

Il successo di Bessel fu dovuto all’impiego dell’eliometro, uno strumento progettato da Joseph von Fraunhofer. A differenza dei telescopi convenzionali, l’eliometro possiede una lente obiettivo divisa in due metà mobili. Sfasciando le due immagini, l’astronomo poteva misurare la distanza angolare tra 61 Cygni e due stelle di riferimento più distanti e deboli con una precisione micrometrica. Misurò spostamenti angolari infinitesimali: appena 0,3 secondi d’arco. Corresse le distorsioni atmosferiche, variabili che altri avevano ignorato e confrontò le posizioni attraverso le stagioni. Con i suoi calcoli, Bessel dimostrò che La Terra si muove davvero nello spazio; non siamo fermi!, e che Lo spazio è gigantesco, infatti quella stella era così lontana che la sua luce ci metteva ben 10 anni per arrivare da noi!

Per saperne di più:

  • Consulta il sito dell’ESA