L’universo come non lo abbiamo mai visto, questo ci mostrerà l’Extremely Large Telescope (ELT). Cosa sapere sul telescopio più grande al mondo

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La cupola gigante dell’Extremely Large Telescope (ELT) ospiterà il telescopio e la sua struttura interna, offrendo protezione dall’ambiente estremo del deserto di Atacama in Cile. La struttura principale del telescopio conterrà i suoi cinque specchi e le ottiche, tra cui l’enorme specchio primario da 39 metri.  L’ELT avrà un design ottico pionieristico a cinque specchi che gli consentirà di svelare l’Universo in un dettaglio senza precedenti. Gli specchi (M1, M2, M3, M4 e M5) hanno tutti forme, dimensioni e ruoli diversi, ma lavoreranno insieme senza soluzione di continuità per fornire osservazioni con una chiarezza mai vista prima. Una volta terminato, l’ELT svelerà innumerevoli misteri del cielo notturno dell’emisfero australe, osservando esopianeti e nebulose distanti, scrutando il cuore della nostra Via Lattea e fino alle prime galassie del nostro universo.

L’ottica adattiva

L’ELT impiegherà sofisticate tecnologie di “ottica adattiva” per compensare la turbolenza dell’atmosfera terrestre e per garantire che le sue immagini siano più nitide di quelle di qualsiasi altro telescopio. Avrà anche altri componenti come una stazione prefocale che funge da collegamento tra il telescopio e i suoi strumenti. Infine, avrà un moderno sistema di controllo per consentire all’utente di utilizzare il telescopio per osservazioni scientifiche e attività di manutenzione.

Extremely Large Telescope (ELT)
L’Extremely Large Telescope (ELT) in azione (rappresentazione artistica). Credit: ESO

La ripresa del sito in costruzione

Di seguito, ecco una ripresa dell’ottobre 2023 con il drone effettuata da Francesco Cuccio (Passione Astronomia) dell’ELT, Extremely Large Telescope: il telescopio più grande al mondo in costruzione. Il filmato è stato girato durante il viaggio realizzato da Passione Astronomia in collaborazione con San Donnino Viaggi, sotto il cielo più scuro del mondo: Atacama. Guida nel deserto, l’astrofisico Daniele Gasparri.

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