Sappiamo che le aurore polari di Giove producono raggi X a bassa energia. Un nuovo studio, però, rivela raggi X a frequenze più alte e spiega perché sfuggirono alle osservazioni di 30 anni fa.

La NASA studia Giove fin dagli anni ’70, ma il gigante gassoso è ancora ricco di misteri. Grazie alle nuove osservazioni del telescopio NuSTAR, gli scienziati hanno scoperto lampi di luce con la più alta energia mai rilevata su Giove. La luce, sotto forma di raggi X che lo strumento può rilevare, è anche quella con la più alta energia mai rilevata su un pianeta del sistema solare che non sia la Terra. La scoperta è stata riportata sulla rivista Nature Astronomy, dove viene anche risolto un mistero vecchio decenni: perché la missione Ulisse non si accorse di questi raggi X ad alta energia quando sorvolò Giove nel 1992.

Giove ripreso da Juno
Giove fotografato dalla sonda Juno della NASA. Credit: NASA.

Potenti raggi X dalle aurore polari

I raggi X sono una forma di luce, ma hanno energie molto più elevate e lunghezze d’onda più brevi rispetto alla luce visibile che l’occhio umano riesce a vedere. Il telescopio a raggi X Chandra della NASA e l’XMM-Newton dell’ESA hanno entrambi studiato i raggi X emessi dalle aurore polari di Giove. Questi fenomeni vengono prodotti quando i vulcani di Io (una delle principali lune di Giove) eruttano materiale nello spazio che va a interagire con il campo magnetico del pianeta. Quest’ultimo accelera il movimento delle particelle e le incanala verso i due poli, dove entrano in collisione con l’atmosfera e rilasciano energia sotto forma di luce.

Raggi X
NuSTAR ha rilevato raggi X ad alta energia dalle aurore polari di Giove. Credit: NASA

Con le osservazioni di Juno gli scienziati si erano accorti che quelle particelle producevano raggi X a energia ancora più alta. Grazie ai dati di Chandra e XMM-Netwon, questa ipotesi è stata finalmente confermata. In genere è piuttosto difficile per un pianeta generare questo tipo di energia, ma Giove ha un enorme campo magnetico e ruota molto velocemente. Queste due caratteristiche indicano che la magnetosfera del pianeta agisce come un gigantesco acceleratore di particelle ed è proprio questo che rende possibili le emissioni di energia più elevata.

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