Lo hanno annunciato gli scienziati della NASA in conferenza stampa. Adesso sappiamo qualcosa in più sull’atmosfera del gigante gassoso.

Sappiamo qualcosa in più sull’atmosfera di Giove. Le osservazioni della sonda Juno hanno permesso agli scienziati della NASA di elaborare la prima mappa in 3D della turbolenta atmosfera di Giove. I nuovi dati che ci ha inviato la sonda mostrano come i cicloni che compongono l’atmosfera gioviana siano più caldi all’esterno e più freddi man mano che ci si dirige verso il centro del pianeta. Grazie al radiometro montato sulla sonda, i ricercatori hanno anche potuto constatare che, al contrario, gli anticicloni, che ruotano in senso opposto, sono più freddi in alto e più caldi verso il basso.

Come si propaga il caldo e il freddo attraverso le turbolente tempeste che imperversano su Giove. Credit: NASA.

I risultati indicano pure che queste enormi tempeste sono più alte del previsto. Pensate che alcune di queste si estendono per circa 100 chilometri sotto le nuvole gioviane, incluse quelle della Grande Macchia Rossa, che possono arrivare anche a 350 chilometri di altezza.

Oltre ai cicloni e agli anticicloni, Giove è famoso per le sue striature colorate, fasce di nuvole bianche e rossastre che avvolgono il pianeta. Forti venti che si muovono in direzioni opposte separano le bande. I ricercatori stanno ancora cercando di capire come si formino queste correnti a getto, ma gli ultimi dati raccolti da Juno fanno pensare che l’ammoniaca (uno dei principali elementi che compongono l’atmosfera del pianeta) si muova su e giù, allineandosi con queste fortissime correnti.

Una panoramica della turbolenta atmosfera di Giove ripresa dalla sonda Juno, il 30 dicembre 2020. Credit: NASA.

La missione Juno

La sonda Juno orbita attorno a Giove e lo monitora dal 2016. Il team della NASA che se ne occupa ha intenzione di estendere la missione per approfondire le scoperte che riguardano la struttura interna di Giove, il suo campo magnetico, l’atmosfera e la magnetosfera. Il viaggio prevede anche alcuni passaggi ravvicinati coi cicloni del polo nord di Giove. Non solo: gli scienziati puntano a sorvolare anche le lune più interessanti del gigante gassoso, Io ed Europa.

Juno pesa poco più di 3 tonnellate ed è la prima sonda a dirigersi su Giove utilizzando pannelli solari anziché generatori termoelettrici a radioisotopi. È stata lanciata il 5 agosto del 2011 da Cape Canaveral, in Florida, e ha impiegato 5 anni per arrivare a destinazione. A seguito dei numerosi dati che ci ha inviato finora, la NASA ha deciso di estendere la missione fino al 2025, ovviamente salvo imprevisti tecnici o di qualsiasi altro tipo.

La missione è gestita dal JPL, una divisione della NASA con sede a Pasadena, in California. Juno fa parte del programma New Frontiers della NASA, gestito nel Marshall Space Flight Center ad Huntsville, in Alabama. Il veicolo spaziale è stato invece costruito e assemblato a Denver.

Una ricostruzione che mostra dimensioni e profondità della Grande Macchia Rossa di Giove. Credit: NASA.

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