Sai cosa sono gli Alberi Lunari? Sono piante che hanno viaggiato letteralmente per il nostro sistema solare: cinquant’anni fa un viaggio tra la Terra e la Luna ha portato a zonzo un gran mucchio di semi, che ora crescono indisturbati in giro per il mondo.

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Era il 1971 e la missione Apollo 14 si preparava a compiere un’operazione apparentemente piccola, eppure straordinaria: portare dei semi di varie specie di albero in un contenitore a bordo della navicella spaziale che sarebbe arrivata sulla Luna. L’obiettivo era chiaro: studiare gli effetti della permanenza nello spazio sulla fragile vita terrestre, anche sulla vegetazione. Era l’emblema della varietà della vita in un universo apparentemente vuoto, in cui la vita sembrerebbe ancora essere confinata soltanto al nostro Pianeta.

Cosa sono gli “Alberi Lunari”

La missione Apollo 14 era destinata alla Luna, ma non solo: come tipico delle missioni spaziali, l’obiettivo era occuparsi anche di esperimenti scientifici, dello studio della natura e degli effetti delle condizioni spaziali su ciò che fa parte della Terra. Per questo gli astronauti portarono con sé un contenitore ricco di semi di una grande varietà di alberi: pini, sequoie, abeti, platani; specie tipiche del nostro Pianeta pronte a nascere, racchiuse in una scatola che galleggiava nel cosmo, tra la Terra e la Luna. Oggi però, quei semi sono tornati indietro e sono cresciuti in giro per il mondo, diventando quelli che la NASA ha chiamato “Alberi Lunari”: piante donate a scuole, università e luoghi pubblici negli Stati Uniti e non solo che, a quanto pare, non stanno mostrando significative differenze con le piante “terrestri”, nonostante la loro precedente permanenza nello spazio.

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Un Albero Lunare al Goddard Space Flight Center della NASA (crediti: NASA/Pat Izzo)

La missione degli Alberi Lunari sulla Luna

L’esperimento fu condotto dalla NASA in collaborazione con il Servizio Forestale degli Stati Uniti. L’obiettivo primario era quello di studiare gli eventuali cambiamenti sui semi dovuti al viaggio spaziale, ma anche sensibilizzare l’opinione pubblica sul ruolo del corpo forestale, di primaria importanza nella gestione degli incendi in zone boschive e ricche di vegetazione; zone, come sappiamo, fondamentali per la sopravvivenza degli ecosistemi. La missione sfiorò quasi il fallimento: al termine delle procedure il contenitore si ruppe, avvenimento che fece supporre che i semi potessero essere morti. E invece, oggi quei semi hanno generato 450 piante che sono ancora vive e vegete, che crescono rigogliose nelle più varie zone degli Stati Uniti, ma anche in altre nazioni sparse per il globo. In Europa, testimonianze di “Alberi Lunari” sono presenti in Francia.

Gli alberi discendenti: “Alberi a Mezzaluna”

Simbolo del progresso, questi alberi hanno attraversato lo spazio volando molto sopra le nostre teste nella loro “vita precedente”. E dopo aver guardato il cielo da vicino, continuano a dare frutti: questi “Alberi Lunari”, infatti, hanno dato vita addirittura a piante di seconda generazione. Dai loro semi sono nati altri alberi che popolano la Terra, che la NASA ha chiamato “Alberi a Mezzaluna”: si tratta infatti di “ibridi”, piante discendenti da alberi volati nello spazio, ma che a loro volta sono sempre rimasti ancorati alla Terra. Nei loro geni c’è il ricordo delle stelle, ma la loro vita era “terrestre” da prima che germogliasse. Gli “Alberi a Mezzaluna” sono diffusi anche nel continente europeo: da Flamstead in Inghilterra a Lucerna in Svizzera con due sicomori fino alla nostra Italia, dove un pino palustre è stato piantato nel 2011 a Tradate.

La vegetazione nello spazio: perché è importante

Ma perché è così importante portare la vegetazione a bordo delle missioni spaziali? Può sembrare superfluo, ma in realtà è un aspetto fondamentale: nelle future basi spaziali, avere a disposizione specie vegetali per il proprio sostentamento e per rifornimenti in loco sarà, letteralmente, di vitale importanza.

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Esperimenti sulla crescita di vegetali sulla Stazione Spaziale Internazionale (crediti: NASA)

È necessario studiare le conseguenze della permanenza nell’ambiente spaziale sulle piante, il loro adattamento, le tecniche necessarie a coltivarle e farle sopravvivere. Anche sulla Stazione Spaziale Internazionale, da anni, si conducono esperimenti e studi di questo tipo.

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Illustrazione sulla crescita di specie vegetali su altri pianeti (crediti: NASA)

I “nuovi” Alberi Lunari: le missioni Artemis verso la Luna

A questa storia iniziata negli anni ’70 si aggiunge però un tassello recentissimo: nel 2022, la missione Artemis I ha portato di nuovo, come una volta, un contenitore pieno di semi in orbita intorno alla Luna. In tempi moderni, un segno come questo è ancora più significativo: ci ricorda quanto importante sia la conservazione di ciò che di più speciale, unico e fragile in tutto l’universo è presente sul nostro complesso Pianeta, sfruttato e poco rispettato. Nel corso della missione la navicella Orion ha trasportato questa nuova generazione di semi intorno alla Luna per 4 settimane. Ora, anche questi sono stati donati a scuole e luoghi pubblici, nell’ambito di un progetto per l’educazione alla conservazione ambientale in collaborazione tra la NASA ed il Servizio Forestale del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti. Oggi queste piantine crescono in 236 luoghi diversi, sensibilizzando la popolazione adulta ed i bambini sull’importanza della conservazione della natura. 

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Un Albero Lunare della missione Artemis I (crediti: NASA/Aubrey Gemignani)

La fragilità della natura, che arriva tra le stelle

Gli “Alberi Lunari” ci chiedono di guardare alla natura, e al Pianeta, con una maggiore sensibilità: una sensibilità che tutti dovremmo avere e che, forse, queste piante sopravvissute alle maggiori distanze coperte dall’uomo possono aiutarci a tenere presente. La possibilità di estendere la presenza della vegetazione nello spazio ci ricorda che la fragilità del nostro mondo si scontra troppo spesso con la contraddizione dell’essere umano: il progresso, quello che porterà un giorno l’uomo a vivere e -forse- a coltivare su Marte, diventa un limite prima che una spinta. Un limite dovuto all’incapacità di prenderci cura di questo piccolo e fragile angolo di cosmo che è il nostro Pianeta, trasformando quello che chiamiamo progresso in inquinamento e sopraffazione. Se un fragile, minuscolo seme può sopravvivere nello spazio e proliferare sulla Terra allora, ancor di più, deve poterlo fare qui, nelle nostre foreste. Che gli “Alberi Lunari” possano essere un invito a guardare in alto, per ricordare quanto piccolo e fondamentale è il luogo speciale in cui viviamo.

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Incendi boschivi in una foresta in California osservati dalla ISS (crediti: NASA JSC)

Fonti: