Un sisma devastante potrebbe scuotere la faglia di San Andreas: ecco cosa aspettarsi davvero, secondo i geologi.
Ricordate quando uscì al cinema il film San Andreas? Un gigantesco terremoto colpisce la California: grattacieli che crollano e un enorme tsunami che travolge il Golden Gate Bridge di San Francisco. Questo lo scenario ipotizzato nel film, ma cosa c’è di scientifico dietro alla convinzione che in California possa verificarsi un mega terremoto, in futuro? I realizzatori del film consultarono Thomas Jordan, direttore del Southern California Earthquake Center, prima di iniziare le riprese. Sebbene le minacce del Big One (questo il nome dato all’ipotetico futuro terremoto che devasterà la California) siano più che realistiche, non sono minimamente paragonabili alla devastazione che ci hanno propinato sul grande schermo. Persino il più grande terremoto di Sant’Andrea non può produrre uno tsunami come quello che si abbatte su San Francisco nel film. Ma vediamo cosa dice la scienza a proposito.
Ci sarà davvero un mega terremoto in California?
“Gli tsunami più grandi, come quello che ha colpito il Giappone nel 2011, sono causati da terremoti che generano un notevole spostamento del fondale oceanico”, ha spiegato Jordan. La faglia di Sant’Andrea si trova molto all’interno, e la terraferma scivola da entrambi i lati. Per questo motivo, un terremoto non può nemmeno causare la divisione della faglia in un gigantesco abisso come si vede nel film. E nonostante gli avvertimenti degli scienziati, nemmeno il più grande terremoto della California sarà avvertito da nient’altro che dai sismometri sulla costa orientale.
Quindi non c’è alcun pericolo?
Questo non significa, però, che la California sia fuori pericolo. Anche se il film potrebbe essere più fantascienza che realtà, il Big One sta arrivando e causerà molta distruzione. D’altronde la California si trova al confine tra due importanti placche tettoniche: quella del Pacifico, che si muove verso nord-ovest, e la placca nordamericana, che la supera verso sud-est. Le due placche non si incontrano semplicemente lungo una linea e lo Stato è attraversato da decine di faglie sismiche. La faglia di Sant’Andrea è la più preoccupante, perché genera i terremoti che sono davvero pericolosi per i residenti della California.
L’ultimo grande terremoto

La faglia settentrionale di Sant’Andrea ha raso al suolo San Francisco nel 1906, ma è passato molto più tempo da quando la parte meridionale della faglia si è rotta. In media, la California meridionale ha registrato forti terremoti ogni 110-140 anni, in base alle registrazioni dei terremoti passati e agli studi sulle faglie sismiche. L’ultimo grande terremoto vicino a Los Angeles, di magnitudo 7,9, ha colpito Fort Tejon nel 1857. Più a sud, vicino a Palm Springs, la faglia non si rompe da oltre 300 anni.
Cosa succederebbe se si verificasse il Big One
Per capire cosa potrebbe realisticamente accadere quando il Big One colpirà, un team di esperti di terremoti si è riunito diversi anni fa e ha simulato uno scenario. Il rapporto esamina gli effetti di un ipotetico terremoto di magnitudo 7.8 che colpisce la Coachella Valley. Nei minuti successivi, le onde sismiche attraverserebbero la California, radendo al suolo vecchi edifici, interrompendo strade e tagliando linee elettriche, telefoniche e idriche. Ma il terremoto sarebbe solo l’inizio.
Scoppierebbero centinaia di incendi e, con le strade bloccate e il sistema idrico danneggiato, il personale di emergenza non riuscirebbe a spegnerli tutti. Sebbene la maggior parte degli edifici moderni possa resistere alle scosse, molti sarebbero comunque inagibili. Le scosse di assestamento scuoterebbero lo Stato nei giorni successivi, ampliando la distruzione. Complessivamente, un terremoto del genere causerebbe danni per circa 200 miliardi di dollari, 50.000 feriti e 2.000 morti, secondo le stime dei ricercatori.
Per saperne di più:
- Consulta il sito del Southern California Earthquake Data Center.
