La missione Exomars ha immortalato alcune straordinarie immagini di una delle caratteristiche più sorprendenti della superficie di Marte.

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Ci sono striature chiare e scure che ricoprono i pendii dell’aureola del Monte Olimpo di Marte, come osservate dal Colour and Stereo Surface Imaging System (CaSSIS) a bordo dell’ExoMars Trace Gas Orbiter dell’Agenzia spaziale europea. È come se qualcuno avesse spazzato la superficie con una scopa: l’origine di questi strani pendii striati ha incuriosito gli scienziati per decenni. Queste caratteristiche enigmatiche appaiono e scompaiono spontaneamente; alcune durano anni, mentre altre svaniscono rapidamente. Cambiano colore e luminosità e appaiono durante determinate stagioni sugli emisferi opposti del Pianeta Rosso. Gli scienziati hanno visto per la prima volta queste enigmatiche strisce estendersi per centinaia di metri lungo un terreno in pendenza nelle immagini delle sonde Viking negli anni ’70. Da allora, il modo in cui si formano, dove e quando, ha alimentato il dibattito scientifico.

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ExoMars
Rappresentazione artistica della sonda Exomars in orbita attorno a Marte. Crediti: ESA

Alcuni ricercatori hanno interpretato queste striature come flussi di acqua salata, o salamoia, che potrebbero rimanere liquidi abbastanza a lungo da formarle. Questa ipotesi suggerisce che potrebbero esistere rare zone abitabili su questo mondo altrimenti desertico, dove le temperature raramente superano lo zero. Tuttavia, un nuovo studio condotto da planetologi dell’Università di Berna e della Brown University contesta la spiegazione basata sull’acqua.

Il loro articolo sostiene che queste striature sui pendii siano il risultato di processi di siccità che coinvolgono l’attività del vento e della polvere. I ricercatori hanno utilizzato un algoritmo di apprendimento automatico per analizzare e catalogare le strisce di pendenza in oltre 86.000 immagini satellitari del Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) della NASA. Gli scienziati hanno combinato decenni di dati orbitali e la potenza neurale del deep learning per produrre una mappa globale con quasi 500.000 caratteristiche a strisce su Marte. Il nuovo studio ha creato il più grande database mai realizzato di queste caratteristiche su Marte.

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Una imponente raccolta di immagini

Striature su Marte
Immagine delle misteriose striature sulla superficie di Marte. La foto copre un’area di circa 50 chilometri quadrati ed è stata acquisita il 3 ottobre 2024 dalla sonda Exomars. Crediti: ESA

Il team si è rivolto anche ad altre telecamere in orbita attorno a Marte, come l’imager CaSSIS sul Trace Gas Orbiter dell’ESA e l’HiRISE sull’MRO, per raccogliere maggiori informazioni sui colori ad alta risoluzione e per monitorare l’evoluzione delle strisce nel tempo. Le correlazioni su centinaia di migliaia di casi hanno aiutato il team a gettare nuova luce su un dibattito decennale. In assenza di prove della presenza di acqua, gli scienziati hanno concluso che i processi secchi, anziché il flusso di liquidi, determinano la comparsa di pendii striati su Marte.

Lo studio ha scoperto che queste caratteristiche sinuose si formano molto probabilmente quando strati di polvere fine scivolano improvvisamente da un terreno scosceso. Diversi fattori scatenanti potrebbero innescare questo processo, come la caduta di rocce, l’impatto di piccoli meteoroidi o raffiche di vento che causano onde d’urto e sollevano polvere. Per far risaltare queste caratteristiche, il contrasto delle immagini CaSSIS è stato allungato: l’immagine viene ridimensionata tra la luminosità minima e massima all’interno di ciascun colore prima di combinarle per produrre l’immagine pubblicata.

L’ExoMars Trace Gas Orbiter dell’ESA continuerà a fotografare Marte dall’orbita per comprenderne l’antico passato e la potenziale abitabilità. Le immagini spettacolari della sonda permettono di fornire il miglior inventario dei gas atmosferici, mappando la superficie del pianeta alla ricerca di aree ricche d’acqua. Comprendere la storia dell’acqua su Marte e se un tempo abbia permesso alla vita di prosperare è il fulcro della missione ExoMars dell’ESA.

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