Numerose prove dimostrano che, un tempo, l’acqua su Marte scorreva in abbondanza modellando i paesaggi

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Lontano, solitario in un cratere su un pianeta abitato solo da robot, il rover Perseverance della NASA esplora un paesaggio arido che miliardi di anni fa era un sistema fluviale. Secondo una nuova scoperta, tuttavia, il delta di Jezero su Marte non è l’unico residuo dell’abbondante acqua che un tempo scorreva sulla superficie. Lo strumento RIMFAX di Perseverance ha ora esplorato più a fondo che mai il cratere Jezero, rivelando un vasto sistema deltizio alimentato da acqua corrente, esistente molto prima di quello che il rover sta ora esplorando.

Scoperta legata all’abitabilità passata del pianeta

A sua volta, ciò indica che l’acqua è fluita sulla superficie di Marte per un periodo molto più lungo di quanto la sola superficie lasci intendere: una scoperta con importanti implicazioni per l’abitabilità passata del pianeta. Dopo molti anni di esplorazione mirata, è ormai chiaro che Marte non è sempre stato il pianeta arido e polveroso che conosciamo oggi. Numerose prove dimostrano che un tempo l’acqua scorreva in abbondanza, dai paesaggi scolpiti dall’acqua ai minerali che avrebbero potuto formarsi solo in presenza di acqua liquida.

Marte sistema fluviale
Credit: NASA / elaborazione Kevin Gill

Questo solleva altre questioni. Una delle più urgenti per l’abitabilità riguarda la durata della persistenza dell’acqua liquida sulla superficie di Marte. Un periodo di tempo più lungo offre una finestra temporale più ampia per la comparsa di microbi che, secondo gli scienziati, rappresentano la forma di vita più probabile che avrebbe potuto esistere su Marte.

Paesaggio conservato molto bene

In generale, il paesaggio di Marte si è conservato molto bene per miliardi di anni, poiché non è soggetto alle stesse condizioni tettoniche e meteorologiche che abbiamo qui sulla Terra. Si ritiene che il delta di Jezero, che Perseverance sta esplorando, abbia circa 3,7 miliardi di anni, risalenti al tardo periodo Noachiano-inizio periodo Esperiano. Tuttavia, è noto che in quel periodo su Marte era presente acqua in superficie, e l’acqua corrente in superficie crea le condizioni per una maggiore erosione e deposizione di sedimenti.

La formazione e l’evoluzione di alcuni depositi minerali nel cratere Jezero hanno incuriosito gli scienziati, in particolare un’unità ricca di carbonati e olivina nota come Margine. Per studiare la formazione dell’unità Margine, i ricercatori hanno utilizzato il sistema RIMFAX della sonda Perseverance per sondare il sottosuolo in profondità alla ricerca di indizi. Nel corso di 78 traversate effettuate tra settembre 2023 e febbraio 2024, Perseverance ha ripetutamente preso misure con il suo radar a penetrazione del terreno, raccogliendo dati lungo un percorso di circa 6,1 chilometri. Tali misurazioni hanno raggiunto profondità superiori a 35 metri.

Marte, fiumi
Perseverance ha utilizzato il suo radar a penetrazione del suolo per mappare le prove di quello che potrebbe essere un delta fluviale di 4,2 miliardi di anni sepolto sotto la superficie del cratere Jezero.
Credit: NASA/JPL/UCLA/UiO/ETH Zurigo

Paesaggio ricco di delta su Marte

Man mano che i ricercatori iniziavano a mettere insieme i dati, un paesaggio deltizio nascosto si è svelato dall’oscurità. I dati radar hanno rivelato numerosi strati di roccia che si estendono in profondità nel sottosuolo, disposti secondo schemi inclinati che sulla Terra sono tipici dei sedimenti che si depositano dall’acqua mentre questa scorre in un ampio bacino. I ricercatori hanno inoltre identificato strutture a lobi e canali compatibili con la formazione da parte dell’acqua corrente, insieme a solchi, depressioni e massi sepolti. Sebbene il radar riesca a sondare solo poche decine di metri di profondità in un singolo punto, la combinazione di queste misurazioni lungo l’intera traversata di Perseverance consente agli scienziati di ricostruire un deposito molto più spesso.

L’acqua era una presenza fissa

Questa misurazione suggerisce che il margine potrebbe avere uno spessore fino a 90 metri, risultato di molteplici episodi di deposizione, con evidenze di una certa erosione tra di essi. Basandosi sul contesto geologico del cratere Jezero, i ricercatori hanno stimato che la regione ospitasse un sistema deltizio funzionale già nel Noachiano, circa 4,2-3,7 miliardi di anni fa. Nel complesso, le prove suggeriscono che Marte non abbia ospitato acqua solo per un breve periodo, ma abbia sperimentato diverse fasi in cui l’acqua scorreva sulla sua superficie e ne modellava la forma.

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