L’eccessiva quantità di luce artificiale influisce sui ritmi biologici di molti esseri viventi, incluso l’uomo. Ecco cause e conseguenze del cosiddetto “inquinamento luminoso”.

Per capire di cosa parliamo quando ci riferiamo all’inquinamento luminoso, dobbiamo tornare per un attimo al 1994, quando un terremoto provocò un gigantesco black-out a Los Angeles. Molti cittadini americani iniziarono a chiamare con insistenza il 911 perché spaventati da una strana “nube argentata” che attraversava il cielo. Sapete cos’era? La Via Lattea, che fino a quel giorno non avevano visto, a causa dell’eccessiva quantità di luci artificiali che schermava il cielo.

L’inquinamento luminoso negli Stati Uniti. Credit: NASA

I danni dell’inquinamento luminoso sull’uomo e l’ambiente

L’inquinamento luminoso può sembrare poca cosa rispetto a quello che riguarda le emissioni atmosferiche di CO2. In realtà provoca danni a moltissimi esseri viventi, compreso l’uomo. La massiccia presenza di luci artificiali durante le ore notturno influisce non poco sui ritmi biologici degli organismi, interferendo sulle migrazioni, la riproduzione, il sonno e il metabolismo. Gli scienziati credono che questo tipo di inquinamento comprometta la qualità della vita di milioni di persone.

A causa di questo “prolungamento” del giorno, infatti, molte specie animali non riescono più ad adattarsi alle variazioni stagionali. Questa cosa influisce quindi sulla loro sopravvivenza e su quella di specie che ne dipendono. Per l’uomo il discorso è ancora più preoccupante: la luce artificiale, di notte, può distrarci mentre siamo alla guida, ma anche se guardiamo lo schermo del cellulare prima di addormentarci interrompiamo bruscamente il ciclo sonno-veglia.

Tra le conseguenze relative all’esposizione alle luci artificiali ci sono l’insonnia, l’affaticamento, il mal di testa, ma anche sovrappeso, problemi di ansia e cardiaci. Limitare l’inquinamento luminoso nelle nostre strade garantirebbe anche un cospicuo risparmio energetico. Una delle soluzioni è l’utilizzo di led, ma la regola generale rimane quella di “illuminare il meno possibile”.

Riferimenti: https://www.nationalgeographic.org/article/light-pollution/

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