L’Agenzia spaziale americana è costretta a fare tagli ai programmi spaziali dopo le ultime decisioni del presidente Donald Trump (che comunque ha detto di voler andare su Marte).
La NASA chiuderà diversi uffici e ridurrà il personale per ottemperare a un ordine esecutivo del presidente Donald Trump. L’Office of Technology, Policy and Strategy della NASA verrà chiuso, così come l’Office of the Chief Scientist e la Diversity, Equity, Inclusion (DEI) and Accessibility Branch dell’Office of Diversity, Equity and Inclusion, ha annunciato l’agenzia in una dichiarazione inviata via e-mail ai propri dipendenti.
Quali uffici sono stati tagliati da Trump

Con questa ordinanza Trump ha chiesto la cessazione di tutti “i programmi discriminatori, compresi i mandati, le politiche, le preferenze e le attività illegali in materia di DEI e ‘diversità, equità, inclusione e accessibilità’ (DEIA), qualunque sia il nome con cui appaiano”. Il 22 gennaio, l’amministratrice ad interim della NASA Janet Petro ha inviato un promemoria a tutta l’agenzia. Aveva annunciato che sarebbero state prese misure per “chiudere tutti gli uffici DEIA dell’agenzia e porre fine a tutti i contratti correlati alla DEIA”.
Cosa dobbiamo aspettarci
Altri cambiamenti potrebbero arrivare presto alla NASA. Ad esempio, Eric Berger di Ars Technica ha rivelato che l’amministrazione Trump vuole tagliare i finanziamenti per i programmi scientifici della NASA nel prossimo anno fiscale. Forse anche del 50%. E questo nonostante la volontà del presidente di piantare la bandiera americana su Marte entro la fine di questo suo secondo mandato. Secondo The Planetary Society, una riduzione così drastica, se attuata, “sarebbe disastroso per la scienza e l’esplorazione spaziale negli Stati Uniti”.
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