“Pianteremo la bandiera americana su Marte”, ha ribadito il presidente americano Donald Trump durante il discorso sullo stato dell’unione. Riuscirà a raggiungere questo obiettivo? Ecco cosa pensano gli esperti.
Questa notte il presidente Donald Trump ha fatto un discorso al Congresso americano sullo stato dell’unione. È un resoconto che il presidente Usa tiene di fronte al Congresso una volta l’anno, nel quale elenca le cose fatte dalla sua amministrazione e delinea i prossimi obiettivi. Ucraina, dazi, ma anche situazione economica e Groenlandia tra gli argomenti sui quali è tornato prepotentemente il presidente americano. Tuttavia, la Groenlandia non è l’unica terra presa di mira da Trump. Verso la fine del suo discorso, ha definito i suoi obiettivi spaziali, dichiarando: “Guideremo l’umanità nello spazio e pianteremo la bandiera americana su pianeta Marte e anche molto oltre”.
Trump non ha delineato in modo specifico i suoi piani per il programma spaziale. L’inquilino della Casa Bianca ha reso omaggio a Elon Musk, che ha guardato dall’alto in basso i membri del Congresso. Trump ha anche ricordato tutti i risparmi che Musk ha permesso in questi primi mesi di governo, in particolare quelli che riguardano la Pubblica Amministrazione. Ma quanto è reale l’obiettivo di portare l’umanità su Marte durante questo suo secondo mandato? Proviamo a capirlo attraverso le voci degli esperti.
Cosa pensano gli scienziati
Ci vorrà uno sforzo enorme da parte della NASA per realizzare una missione umana su Marte, hanno spiegato gli esperti ad ABC News. Prima di tutto dovrà filare liscio il programma Artemis, che Trump ha istituito nel 2017 per riportare gli esseri umani sulla Luna, in modo che in seguito le persone possano mettere piede su Marte. In più, ci sono “finestre di lancio” specifiche per far partire una missione umana verso il Pianeta Rosso. Quando la Terra e Marte si allineano nelle loro orbite attorno al Sole, infatti, la distanza e l’energia richieste a un veicolo spaziale per viaggiare verso Marte sono ridotte al minimo. La prossima finestra utile sarà tra appena un anno e mezzo e anche con i razzi più potenti che abbiamo, c’è una finestra di lancio disponibile di 20 giorni ogni 26 mesi.
I problemi da risolvere in vista di una missione umana su Marte
Un viaggio verso Marte dovrebbe durare in media 7 mesi, nelle migliori circostante e con la tecnologia attuale. Gli astronauti dovranno essere in grado di risolvere qualsiasi tipo di problema che potrebbe verificarsi durante il viaggio in piena autonomia. Dovranno anche imparare a coltivare vegetali, una volta giunti su Marte, poiché le scorte di cibo non saranno illimitate. Tra l’altro ci sarà un ritardo di circa 20 minuti nelle comunicazioni con la Terra. Il viaggio esporrebbe inoltre gli astronauti a condizioni che potrebbero portare a diversi problemi di salute, tra cui il rischio di cancro per l’esposizione alle radiazioni dello spazio e problemi di salute mentale, oltre che alle ossa e ai muscoli.
Il 2033 è la data più realistica
Secondo gli scienziati intervistati da ABC News, la NASA dovrebbe pensarci bene prima di inviare anzitempo un equipaggio umano su Marte. “Non tutte le opportunità sono uguali”, ha spiegato Scott Hubbard, ex responsabile della NASA specializzato su Marte. “E se guardassimo al 2033, avremmo un’opportunità che capita solo una volta ogni 15 anni. Avremmo la miglior finestra di lancio, ben più lunga dei consueti 20 giorni”. Hubbard ha poi osservato che le missioni Apollo hanno seguito una cronologia simile: dai primi test nel 1961 all’atterraggio dell’Apollo 11 sulla Luna nel 1969. “A quel punto non basterà solo il progresso tecnologico, ma anche la volontà politica”, ha aggiunto. Chissà se Trump sarà ancora al suo posto per quella data.
Per saperne di più:
- Leggi l’approfondimento pubblicato su ABC News.
