Il lato nascosto della Luna ha sempre rappresentato un mistero affascinante per gli scienziati che venne svelato il 7 ottobre del 1959 da una piccola sonda russa

Alzando gli occhi al cielo notturno possiamo ammirare il disco della nostra Luna, il corpo “alieno” a noi più prossimo, sufficientemente vicina da essere osservabile a occhio nudo così che sulla sua superficie è possibile distinguere macchie scure e macchie più chiare. Tuttavia, a causa del blocco mareale esercitato dalla Terra, la Luna è costretta a rivolgere verso di noi sempre la stessa faccia senza permetterci di osservare direttamente ciò che si cela nel suo lato nascosto.

The Dark Side of the Moon

Il “lato oscuro” della Luna, oltre ad aver alimentato racconti di fantascienza e celebri capolavori musicali, è sempre stato per gli scienziati un vero mistero da risolvere. È per questo che sin dagli anni ‘50 sovietici e americani compirono i massimi sforzi per riuscire a recuperare dati sul lato nascosto, e ancora una volta furono i primi a centrare l’impresa. Dopo i successi parziali di Luna 1 e Luna 2, il cui obiettivo era di raccogliere dati schiantandosi sulla superficie (ma Luna 1 mancò il bersaglio) la sonda Luna 3 venne dotata di strumenti per fotografare il lato oscuro.

Partita il 4 Ottobre 1959 dalla rampa Gagarin del Cosmodromo di Baikonur, la sonda raggiunse la Luna il 7 Ottobre e iniziò a inviare a Terra i primi scatti. Il veicolo spaziale era un contenitore di forma cilindrica con estremità emisferiche e un’ampia flangia vicino all’estremità superiore. La sonda era lunga 130 cm e larga 120 cm al suo diametro massimo in corrispondenza della flangia, quattro antenne sporgevano dalla parte superiore della sonda e due dal fondo. Non vi erano razzi per la modifica della rotta ma la sonda, rispetto ai suoi predecessori, possedeva un sistema di controllo dell’assetto con getti di gas.

Luna 3
Fotogramma numero 29 della serie di fotografie scattate da Luna 3
http://nssdc.gsfc.nasa.gov/imgcat/html/mission_page/EM_Luna_3_page1.html

In totale la sonda riuscì a scattare 29 fotografie, da un’altitudine di 64.000 km, che coprivano il 70% del lato oscuro della Luna prima di virare verso il polo nord lunare e fare di nuovo rotta verso la Terra. Il sistema di imaging chiamato Yenisey-2 consisteva in una fotocamera a doppia lente, un’unità di elaborazione automatica della pellicola e uno scanner. La sonda restituì immagini molto indistinte, ma, attraverso il miglioramento del computer, venne prodotto un atlante provvisorio del lato opposto lunare. Queste prime viste del lato opposto della luna mostravano un terreno montuoso, molto diverso dal lato conosciuto, e solo due regioni oscure che erano chiamate Mare Moscovrae (Mare di Mosca) e Mare Desiderii (Mare dei sogni). Solo in seguito si scoprì che il Mare Desiderii era composto da elementi più piccoli, il Mare Ingenii (Mare dell’ingegno) e altri crateri scuri.

I contatti con Luna 3 si persero il 22 ottobre e la sonda rientrò in atmosfera terrestre, disintegrandosi, soltanto tre anni più tardi nel 1962.

Riferimenti:

Immagine di copertina

  • Modello della sonda esposto al Museo della cosmonautica di Mosca. CC0
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