Il pianeta rosso potrebbe essere troppo piccolo per trattenere grandi quantità d’acqua indispensabili alla vita. Lo rivela uno studio dell’Università di St. Louis.

Dovremo abituarci all’idea che la vita su Marte sarà tutt’altro che semplice. D’altronde senza acqua non ci può essere vita e l’acqua, come sappiamo, è essenziale per la vita sulla Terra. È vero, gli scienziati hanno trovato antiche tracce d’acqua sulla superficie di Marte, fatto sta che oggi il pianeta non ha acqua liquida sulla sua superficie. E potrebbe non essere facilmente abitabile, perché essendo molto piccolo non riuscirebbe a trattenere grandi quantità d’acqua.

Una rappresentazione artistica di come doveva essere Marte con acque superficiali simili a quelle della Terra.
Credit: NASA Earth Observatory/Joshua Stevens; NOAA National Environmental Satellite, Data, and Information Service; NASA/JPL-Caltech/USGS; Graphic design by Sean Garcia/Washington University

Marte ha perso più potassio rispetto alla Terra, durante la sua formazione

Gli studi e le rilevazioni dei rover che si sono recati su Marte ci hanno dimostrato, ancora una volta, come nel passato di Marte ci fosse l’acqua. Nonostante questo, non è rimasto nulla in superficie di quegli antichi oceani e canali fluviali. I ricercatori hanno fatto molte ipotesi per spiegarne i motivi, inclusa quella che afferma che l’indebolimento del campo magnetico di Marte avrebbe provocato una perdita consistente dell’atmosfera e fatto evaporare tutta l’acqua presente sul pianeta.

Uno studio più recente, pubblicato la scorsa settimana dalla National Academy of Sciences, suggerisce un’altra ragione per cui Marte oggi sarebbe così diverso dalla nostra Terra blu. Il motivo è riconducibile alla grandezza del pianeta rosso, che non sarebbe stato in grado di trattenere abbastanza acqua, durante la sua formazione. I ricercatori hanno deciso di usare il potassio come tracciante per individuare elementi chimici come l’acqua. Grazie a questo approccio, il team di ricerca capitanato dal professor Kun Wang, è arrivato alla conclusione che Marte ha perso più potassio rispetto alla Terra durante la sua formazione. In pratica attraverso la misurazione degli isotopi del potassio contenuto nei meteoriti marziani, gli scienziati hanno potuto dedurre il grado di prosciugamento del pianeta, per confrontarlo con gli altri corpi celesti rocciosi del nostro sistema solare.

Quanto incide la grandezza di un pianeta sulla sua abitabilità?

I risultati di questa ricerca hanno offerto numerosi nuovi spunti agli scienziati. Essere troppo vicini al Sole (o comunque ad una stella) può influenzare la quantità di acqua che un corpo celeste può trattenere. Non solo: lo studio sottolinea pure come esista solo una piccola gamma di pianeti in grado di avere acqua a sufficienza per ospitare la vita. D’altronde la dimensione di un pianeta è uno dei parametri più facili da determinare. Adesso sappiamo se un pianeta è candidato ad ospitare la vita o meno, perché sappiamo che la sua grandezza è un fattore determinante in tal senso. Queste conclusioni aiuteranno senz’altro i nostri astronomi nella ricerca di esopianeti abitabili in altri sistemi solari.

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