Con le missioni Artemis la NASA è pronta a riportare l’uomo sulla Luna dai tempi dell’Apollo. Ma perché non ci siamo più tornati?

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A novembre 2022, la Florida si svegliava con il rombo del razzo più potente del mondo: lo Space Launch System (SLS) della NASA. Al decollo ha trasformato la notte in giorno, eclissando il Saturn V e diventando la macchina più grande, più potente mai costruita dall’uomo. Il volo di prova senza equipaggio di Artemis I ha portato una capsula Orion attorno alla Luna. È stata la prima volta in cinque decenni che abbiamo assistito a una missione nello spazio condotta da un veicolo costruito per gli astronauti.

I lenti progressi di Artemis

I lenti progressi di Artemis, lo sviluppo durato un decennio e il costo esorbitante di 93 miliardi di dollari non sono all’altezza della nostra ultima avventura lunare: il Progetto Apollo. All’epoca, il Saturn V passò dai progetti alla rampa di lancio in appena sei anni, passando agilmente dal suo volo inaugurale nel 1967 allo sbarco sulla Luna nel 1969 in soli 20 mesi. È difficile ignorare la cruda realtà: Artemis impiega molto più tempo di Apollo per andare da A a B. Ecco perché la NASA si sta dotando di partner internazionali privati per costruire un avamposto in orbita lunare. Le aziende commerciali, infatti, faciliteranno i servizi di carico utile, lander, rover e tute spaziali da trasportare sul nostro satellite naturale.

Perché non ci siamo più tornati

Complice la costruzione di nuove sonde e telescopi spaziali, l’attenzione della NASA si era spostata su Marte e sull’esplorazione delle lune più remote del Sistema Solare. D’altronde queste macchine non hanno bisogno di ossigeno, né di cibo e acqua per sopravvivere. Missioni umane sono senz’altro più rischiose, ma ecco che la Luna è tornata d’attualità, anche perché ci aiuterebbe ad arrivare in sicurezza al nostro prossimo obiettivo: l’uomo su Marte. Sarà il vero e proprio trampolino di lancio per una missione umana sul Pianeta Rosso.

Cosa prevedono le missioni Artemis

E con l’attenzione rivolta nuovamente alla Luna, la NASA ha cambiato marcia, puntando su un sistema di atterraggio umano commerciale, costruito da compagnie di voli spaziali private. Nel 2021, SpaceX è stata scelta per costruire il lander Artemis III per il primo atterraggio umano sulla Terra dal 1972. SpaceX sta inoltre costruendo l’HLS di Artemis IV per un lancio nel 2028, mentre Blue Origin è stata scelta per Artemis V nel 2030, anche se entrambe effettueranno allunaggi senza equipaggio, prima di impegnarsi in missioni umane. Durante le missioni Artemis III e Artemis IV, gli astronauti cercheranno prove di ghiaccio superficiale dentro e attorno ai piccoli e poco profondi crateri in ombra del polo sud della Luna. Se accessibili, si prevede che i campioni di ghiaccio vengano recuperati e riportati sulla Terra dagli astronauti della missione Artemis V.

Quando torneremo sulla Luna

La NASA ha rinviato il lancio di Artemis II al 2026, giustificandosi con preoccupazioni relative allo scudo termico, al sistema di supporto vitale e alla batteria. Di conseguenza, Artemis III è stato posticipato al 2027, ma i ritardi della Starship potrebbero far slittare di nuovo la data. Le missioni successive assembleranno il Gateway lunare, esploreranno la superficie e realizzeranno una base sostenibile a lungo termine. Artemis ha attirato partner commerciali: AxiomSpace, Prada e Nokia stanno sviluppando le tute spaziali lunari, mentre Toyota, General Motors, Michelin e altri sono in lizza per costruire il Lunar Terrain Vehicle e Goodyear sta lavorando per portare la tecnologia degli pneumatici senza aria sul nostro satellite naturale.

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