Finalmente risolto il mistero dei fulmini su Marte: grazie al rover Perseverance (e ai suoi microfoni), gli scienziati hanno registrato il crepitìo dei fulmini
I mini-fulmini creati dai vorticosi mulinelli di polvere su Marte sono stati rilevati accidentalmente dal microfono a bordo del rover Perseverance. La scoperta fortuita è la prova diretta dell’esistenza di una forma di fulmine su Marte, affermano i ricercatori in uno studio pubblicato su Nature. Descrivono come il microfono del rover abbia captato segnali di archi elettrici lunghi solo pochi centimetri, accompagnati da onde d’urto udibili.
Altri pianeti
Oltre alla Terra, i fulmini sono stati osservati nelle atmosfere di Giove e Saturno, e fulmini sono stati rilevati anche su Nettuno e Urano. Ma individuare i fulmini si è rivelato più difficile sui nostri vicini planetari più prossimi, nonostante negli anni ’70 alcuni esperimenti di laboratorio suggerissero la presenza di fulmini su Marte. Ad esempio, quando i ricercatori hanno messo della sabbia vulcanica in un pallone e l’hanno pompata fino alla pressione atmosferica marziana, facendo roteare la sabbia nel pallone si è creato un bagliore visibile al buio.
I granelli di sabbia
Il bagliore proveniva dalle cariche elettriche causate dall’attrito tra i granelli di sabbia. Un accumulo maggiore di carica elettrica potrebbe produrre una scarica più improvvisa, come quella che accade con le candele di accensione di un’auto o, su scala più ampia, con i fulmini. Dopotutto, anche sulla Terra, i fulmini possono verificarsi in nubi turbolente di cenere vulcanica.
Di recente, gli scienziati hanno esaminato l’audio raccolto dal rover Perseverance, un roverdelle dimensioni di un’auto che espolora il pianeta rosso dal 2021. È dotato di un microfono e qualche anno fa gli scienziati hanno riferito di aver udito il suono di un turbine di polvere che passava sopra il rover.
Fulmini sulla Terra
Vennero condotti alcuni esperimenti qui sulla Terra, utilizzando un generatore elettrostatico, per vedere come le scariche elettriche avrebbero influenzato il microfono. Ciò che gli scienziati videro furono gli stessi segnali catturati su Marte: si notò uno schema distintivo di una breve interferenza elettrica seguita dal segnale acustico di un’onda d’urto.

Secondo i ricercatori, nel corso di due anni marziani il microfono ha registrato cinquantacinque di questi eventi e le scintille erano solitamente associate a mulinelli di polvere e fronti di tempeste di polvere. Gli archi elettrici sarebbero percepiti e udibili come forti scintille di elettricità statica e se un astronauta si trovasse su Marte, potrebbe essere possibile vederli
Studi futuri
I ricercatori ritengono che sia importante studiare questa attività elettrica atmosferica per comprendere i rischi che potrebbe rappresentare per le future missioni robotiche o umane. Sebbene la maggior parte dell’hardware spaziale sia progettata per essere robusta, sottolineano che la missione sovietica Mars 3 è atterrata durante una tempesta di polvere ed è rimasta in superficie solo per circa 20 secondi prima di interrompere improvvisamente e misteriosamente la trasmissione.
Per saperne di più:
- Leggi l’articolo “At long last, the mystery of lightning on Mars is solved” su WYPR
