In mezzo alla polvere rossa del cratere Jezero è spuntato un oggetto lucido e metallico. È un visitatore che arriva da molto lontano.

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Immaginate di camminare in un deserto di pietre opache e sabbiose e, all’improvviso, inciampare in qualcosa che luccica. È più o meno quello che è successo al rover Perseverance mentre si arrampicava sul bordo del cratere Jezero.
Le telecamere hanno inquadrato una pietra grigia, liscia, quasi scolpita. L’hanno chiamata “Phippsaksla“. Bastava un’occhiata alle prime immagini sgranate per capire che quella roccia era un’intrusa. Contrastava troppo con il paesaggio sedimentario circostante per essere “di casa”.

C'è un intruso su Marte: Perseverance fotografa un oggetto che "non dovrebbe essere lì"
Phippsaksla, la strana roccia scoperta su Marte. (NASA/JPL-Caltech/ASU)

Un pezzo di cuore planetario

Non c’è voluto molto per confermare i sospetti: è un meteorite. Ma non uno qualunque. È un blocco massiccio di ferro e nichel.
A differenza delle rocce marziane, che sono “leggere” e piene di ossidi, questo è materiale pesante, probabilmente il frammento del nucleo di un antico asteroide distrutto in uno scontro cosmico chissà quando. Trovarne uno nel cratere Jezero, che un tempo era un lago tranquillo, è un colpo di fortuna raro. È un pezzo di “violenza” spaziale adagiato su un antico letto d’acqua.

Perché è una scoperta importante

Forse vi chiederete: “Ok, è un sasso spaziale, e allora?”. La scoperta è preziosa perché Marte è un laboratorio perfetto. La sua atmosfera sottile e il clima secco conservano questi meteoriti quasi intatti per miliardi di anni, a differenza della Terra dove l’umidità e l’ossigeno li corroderebbero in poco tempo. Phippsaksla è come una capsula del tempo, rimasta “congelata” sulla superficie in attesa che qualcuno passasse a raccoglierne i dati.

C'è un intruso su Marte: Perseverance fotografa un oggetto che "non dovrebbe essere lì"
Phippsaksla. ( NASA/JPL-Caltech/ASU )

Un orologio naturale per la scienza

Questa scoperta non è solo una curiosità da museo. Questi meteoriti funzionano come veri e propri “orologi” geologici. Poiché sappiamo quanto lentamente il vento sottile di Marte corrode il metallo, analizzando l’usura di Phippsaksla gli scienziati possono calcolare da quanto tempo si trova lì.

Questo dato è un tassello fondamentale: permette di datare con precisione l’età della superficie attuale del cratere Jezero, aiutando Perseverance a ricostruire la cronologia dell’acqua e, di conseguenza, a capire meglio quando la vita avrebbe potuto prosperare sul Pianeta Rosso.

Per saperne di più: A Stranger in Our Midst?