Ecco tutto quello che c’è da sapere sui satelliti Starlink: fatti, tracciamento e impatto sull’astronomia.
Starlink è il nome di una rete satellitare sviluppata dalla compagnia spaziale privata SpaceX per fornire Internet a basso costo in tutto il mondo, specialmente nelle località più remote. Un satellite Starlink ha una durata di vita di circa cinque anni e SpaceX spera di arrivare ad avere fino a 42.000 satelliti in questa cosiddetta megacostellazione. Ad oggi ci sono attualmente 7.578 satelliti Starlink in orbita, di cui 7.556 operativi. Secondo quanto riportato da Spaceflight Now, l’attuale versione del satellite Starlink V2 pesa circa 800 chilogrammi al momento del lancio, quasi tre volte più pesante dei satelliti di vecchia generazione (260 kg).
Dobbiamo preoccuparci?

Le dimensioni e la portata del progetto Starlink preoccupano gli astronomi, che temono che gli oggetti luminosi in orbita interferiscano con le osservazioni dell’universo, così come gli esperti di sicurezza dei voli spaziali, che ora considerano Starlink la principale fonte di rischio di collisione nell’orbita terrestre. Inoltre, alcuni scienziati temono che la quantità di metallo che brucerà nell’atmosfera terrestre con il de-orbitamento dei vecchi satelliti possa innescare cambiamenti imprevedibili al clima del pianeta.
Come vedere i satelliti Starlink
I satelliti Starlink orbitano a circa 550 chilometri sopra la Terra e offrono uno spettacolo unico agli osservatori mentre si muovono nel cielo. Non è necessaria alcuna attrezzatura speciale per osservare i satelliti, poiché sono visibili a occhio nudo. Possono apparire come una collana di perle o come un trenino luminoso che si muove nel cielo notturno. I satelliti Starlink sono più facili da vedere uno o due giorni dopo il lancio e il dispiegamento, per poi diventare progressivamente più difficili da individuare man mano che raggiungono la loro altezza orbitale finale di circa 550 km.
La storia di Starlink
La proposta di SpaceX per l’Internet satellitare è stata annunciata a gennaio 2015. Sebbene all’epoca non le fosse stato dato un nome, l’amministratore delegato Elon Musk ha affermato che l’azienda aveva depositato documenti presso gli enti regolatori internazionali per posizionare circa 4.000 satelliti in orbita terrestre bassa. La stima iniziale di Musk è presto aumentata. La Federal Communications Commission (FCC) statunitense ha concesso a SpaceX l’autorizzazione a lanciare 12.000 satelliti Starlink e l’azienda ha presentato la documentazione presso un ente regolatore internazionale per lanciare fino a 30.000 veicoli spaziali aggiuntivi.
Tanto per fare un paragone, al 7 novembre 2022, in tutta la storia erano stati lanciati solo 14.450 satelliti, di cui 6.800 attualmente attivi, secondo l’Agenzia spaziale europea (ESA). SpaceX ha lanciato i suoi primi due veicoli di prova Starlink a febbraio 2018. I primi 60 satelliti Starlink sono stati lanciati il 23 maggio 2019 a bordo di un razzo Falcon 9 di SpaceX. I satelliti hanno poi raggiunto con successo la loro altitudine operativa di 550 chilometri.
L’impatto sull’astronomia

L’Unione Astronomica Internazionale (IAU) ha espresso preoccupazione riguardo gli Starlink. “Le costellazioni satellitari possono rappresentare una minaccia significativa o debilitante per importanti infrastrutture astronomiche esistenti e future. Invitiamo i loro progettisti a collaborare con la comunità astronomica per analizzare e comprendere l’impatto delle costellazioni satellitari”. Nell’aprile 2021, Thomas Schildknecht, vicedirettore dell’Istituto astronomico dell’Università di Berna, chiedeva alle Nazioni Unite di proteggere il cielo dall’espansione incontrollata delle megacostellazioni. In un rapporto pubblicato a ottobre 2022, l’American Astronomical Society (ASS) ha paragonato l’impatto delle megacostellazioni sull’astronomia all’inquinamento luminoso.
Per saperne di più:
- Leggi l’articolo originale su Space.com.
