Per capirlo dobbiamo guardare cosa accade in natura.
Su un’isola dell’Oceano Indiano, vive un uccello chiamato rallo di Aldabra. È marrone, grande come un pollo e non sa volare. Circa 136.000 anni fa, i suoi antenati, i ralli del Madagascar, volarono ad Aldabra e trovarono un paradiso libero da predatori. Così, si sono evoluti in versioni incapaci di volare. Perché sprecare sforzi ed energie nel volare quando non serve?
Poi arrivò un’alluvione catastrofica. L’isola sprofondò sott’acqua. I ralli non sapevano volare e non sapevano nuotare. Si estinsero. Quando i mari si ritirarono, accadde qualcosa di inquietante. Altri ralli tornarono dal Madagascar, facendo lo stesso percorso. E la storia si ripeté. I ralli persero la capacità di volare e rimasero sull’isola. Gli scienziati che studiano i fossili hanno confermato che non si trattava semplicemente di un uccello simile che faceva una cosa simile. Si trattava della stessa stirpe, che si era evoluta in un uccello pressoché identico.
Che c’entrano i ralli con gli esseri umani

Questo è ciò che i biologi chiamano “evoluzione iterativa”, ovvero quando l’evoluzione si ripete sempre nello stesso modo. Ma cosa accadrebbe se gli esseri umani si estinguessero? Potrebbero ri-evolversi? L’evoluzione seleziona geni che meglio si adattano a un ambiente. Quindi è logico che nel corso di miliardi di anni si ripresentino gli stessi tratti. Se osserviamo le cose su scale temporali molto grandi, l’ambiente mondiale oscilla tra estremi: freddo e umido, poi caldo e secco. Un’era glaciale porta allo scioglimento dei ghiacci. Ergo, le specie del mondo odierno sono le più adatte all’ambiente che abbiamo attualmente sulla Terra.
Quanto siamo rari
Il paleontologo Simon Conway Morris sostiene che l’emergere di una “forma di vita intelligente e autocosciente” è il risultato dei processi evolutivi. L’evoluzione, sostiene, non è casuale: è plasmata da profondi modelli strutturali che portano a risultati ricorrenti, anche complessi come menti capaci di pensare. È improbabile che l’intervento umano – da solo – possa eliminare ogni forma di vita sulla Terra. E questa è una buona cosa. D’altronde ci sono voluti circa quattro miliardi e mezzo di anni per arrivare al punto in cui ci troviamo ora e la Terra probabilmente ha solo circa 500 milioni di anni per la vita complessa, prima che faccia troppo caldo.
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