L’abbattimento di un satellite da parte della Russia ha mandato su tutte le furie la NASA. In un’intervista a “The conversation”, la ricercatrice americana per la sicurezza spaziale Wendy Whitman ha spiegato cos’è successo e perché i detriti creati dal satellite potrebbero rappresentare un problema per i nostri astronauti in orbita.

In un precedente articolo vi avevamo già parlato del botta e risposta fra la NASA e la Russia. Il motivo è da ricondursi alla scelta, da parte dei russi, di abbattere un vecchio satellite senza avvisare l’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale. Il problema principale sono stati i detriti del satellite, che rimanendo in orbita avrebbero potuto colpire la ISS in qualunque momento, mettendo a repentaglio la vita degli astronauti. Ma cosa sono queste armi anti-satellite?

Gli astronauti dell’ESA nella Stazione Spaziale Internazionale. Credit: ESA

Cos’è un’arma anti-satellite

Comunemente definite ASAT, le armi anti-satellite vengono progettate appositamente per la distruzione di un satellite in orbita. Quella che la Russia ha utilizzato nei giorni scorsi è di nuova generazione ed è conosciuta come arma anti-satellite cinetica ad ascesa diretta. Solitamente questo tipo di armi vengono lanciate da terra o tramite un aereo e hanno il compito di polverizzare i satelliti ad alta velocità.

Missili che vengono prima lanciati in orbita e che poi cambiano direzione per scontrarsi con un satellite nello spazio. Un altro tipo di arma anti-satellite (non cinetica) prevede l’uso di una tecnologia laser per distruggere i satelliti senza scontrarsi fisicamente con loro.

Le agenzie spaziali sviluppano e testano armi anti-satelliti fin dagli anni Sessanta. Ad oggi, solo Stati Uniti, Russia, Cina e India hanno dimostrato di poter colpire satelliti in orbita grazie a questo tipo di armamenti.

Perché i detriti spaziali sono un problema

Indipendentemente dalla causa, questi rifiuti spaziali sono un problema serio che prima o poi andrà affrontato. I pezzi più grandi sono più facili da tracciare ed evitare, ma lo stesso non si può dire per quelli più piccoli, che possono arrivare anche a 10cm di grandezza. Questi detriti viaggiano ad una velocità spesso superiore a 27mila chilometri orari intorno alla Terra. A quella velocità, sarebbero in grado di distruggere qualsiasi veicolo spaziale o satellite con cui vengono a contatto. Pensate che negli anni Ottanta un satellite sovietico si ruppe proprio a causa di un sospetto scontro con detriti spaziali.

A destare maggiore preoccupazione, però, il fatto che questi rifiuti cosmici potrebbero mettere a repentaglio la vita degli astronauti. A luglio un frammento di satellite ha colpito uno dei bracci robotici della Stazione Spaziale Internazionale, aprendo un foro di 0,5 cm. La situazione avrebbe potuto essere peggiore se avesse colpito una parte diversa della ISS.

Non solo, perché i detriti spaziali rappresentano anche una minaccia per le persone sulla Terra. I satelliti, infatti, svolgono un ruolo fondamentale nell’economia globale grazie ai GPS, alle comunicazioni e ai dati meteorologici. Se compromettessimo servizi come questi, i danni economici globali sarebbero enormi. Uno studio ha scoperto che un’interruzione del GPS potrebbe costare agli Usa fino a un miliardo di dollari al giorno.

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