Grazie all’unione degli osservatori ALMA e VLA, gli astronomi hanno trasformato un flusso di gas in un archivio storico. I getti emessi dalla stella non sono casuali: contengono la “registrazione” fisica di un evento di 30 anni fa.
Studiare la nascita di una stella è complicato perché avviene sempre nel buio e nel caos. SVS 13, un sistema binario a mille anni luce da noi (regione NGC 1333), non fa eccezione. Il VLA (osservatorio astronomico situato in Cile) aveva già mappato i contorni generali, individuando due protostelle avvolte nella polvere.
Serviva però maggiore precisione, quindi è stato necessario l’intervento dell’osservatorio radioastronomico ALMA. Puntando le antenne sul getto di gas emesso dal sistema, gli astronomi non hanno visto il solito flusso continuo, ma una serie di anelli nidificati, uno dentro l’altro, in una struttura definibile quasi a cipolla.

Una memoria fisica?
Questi anelli non sono lì per caso, ma viaggiano a 100 chilometri al secondo e sono gusci sottilissimi. La cosa interessante è che analizzandone la velocità si può riavvolgere il nastro. Guillermo Blázquez-Calero, autore principale dello studio, spiega che questi getti funzionano come archivi naturali: ogni anello corrisponde a un evento specifico nella vita della stella, un po’ come gli strati geologici raccontano la storia della Terra. Non sono quindi semplici sbuffi di gas come pensavamo, sono vere e proprie registrazioni.

La datazione coincide
La teoria è sempre bella, ma la scienza insegna che per quanto sia bello farne di varie, serve sempre una prova, altrimenti resta speculazione. Il team ha dunque catalogato oltre 400 anelli e calcolato quando è stato emesso l’ultimo, quello più interno. Il risultato ha spiazzato tutti per la precisione: l’età del guscio più giovane coincide con una forte esplosione di luminosità osservata nella protostella VLA 4B all’inizio degli anni ’90. Dati alla mano, è stata trovata quindi una corrispondenza diretta.
Quando la stella ha avuto quel picco di attività trent’anni fa, il getto ha cambiato marcia e ha sparato fuori quell’anello che vediamo oggi: è la dimostrazione fisica che l’accrescimento (la stella che mangia materia) e l’eiezione (ovvero il getto che spara fuori gas) sono legati a doppio filo.
Un modo nuovo di “guardare le stelle”
Tutto molto interessante. Tecnicismi, dati, teorie, fatti: ma perchè è così importante? Beh, questa scoperta ci dà uno strumento nuovo: se i getti conservano la storia delle esplosioni passate, possiamo studiare l’evoluzione delle stelle nascenti anche senza averle osservate per secoli. Possiamo leggere il loro diario guardando i getti, e, visto che sono queste esplosioni a ripulire e modellare i dischi di polvere dove nascono i pianeti, capire la frequenza di questi “botti” è fondamentale per capire come si formano sistemi solari simili al nostro.
Per saperne di più:
ALMA and NSF VLA Reveal Time- Stamped History of Star Birth in a Dazzling Cosmic Jet
