In questo periodo di instabilità climatica stanno avvenendo con sempre maggiore frequenza eventi atmosferici di estrema intensità. In questo articolo si approfondirà uno dei più comuni, gli uragani.

Dopo un’estate con un caldo record arrivano i primi segnali dell’autunno. Questi segnali solitamente sono normalmente pioggie sparse lungo la fine della stagione. Ma questi eventi, a causa del cambiamento climatico, da eventi di bassa intensità si stanno trasformando in eventi catastrofici. Risulta quindi importante comprenderli per ridurne il più possibile i danni mentre si lavora per ridurre l’impatto ambientale. Scopriamo insieme gli uragani!

Movimento dell’aria di un ciclone tropicale. Fonte: nasa.gov

Ciclone tropicale: formazione e categorizzazione

In questo articolo parliamo quindi dell’uragano. Questo evento ha tanti nomi, come tifone o ciclone e dipende dal luogo in cui si formano. Scientificamente parlando la definizione più comune e generale è “Ciclone tropicale“. Un ciclone tropicale si forma in 3 stadi. 1) Una grande massa di aria calda ed umida vicina al terreno sale in uno strato più alto e freddo dell’atmosfera, lasciandosi dietro un area con scarsa aria (a bassa pressione). 2) L’aria circostante, in una zona a più alta pressione, scende e va a “riempire” la zona calda a bassa pressione. 3) L’aria calda che è salita si raffrenda e, raffrendandosi, lascia l’umidità nell’atmosfera. Questi passaggi vanno a formare un movimento ciclico di aria e l’umidità rilasciata in atmosferache si raffredda va ad accumularsi in nuvole di grandi dimensioni (Cumulonembi).

Queste nuvole si ingrandiscono sempre di più fino a che non rilasciano velocemente l’acqua che hanno accumulato. Questo evento solitamente avviene nei pressi di oceani e mari, dove l’evaporazione dell’acqua si occupa del “fabbisogno” del ciclone, ma può spostarsi anche sulla terraferma, facendo gravi danni.

L’intensità di un ciclone dipende dalla velocità del vento che si viene a formare. Vanno quindi dalla categoria 1 (i più deboli) con venti che vanno tra i 120 e i 150 kilometri orari fino ad arrivare alla categoria 5 (la più catastrofica) con venti che vanno oltre 250 kilometri orari. Fortunatamente la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) gestisce due satelliti GOES della NASA per il controllo e la prevenzione di questi cicloni. Che nel periodo che verrà saranno sempre più importanti anche nelle parti del mondo solitamente non colpiti da eventi di questa portata.

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