Una nuova stima della durata delle sonde Voyager le rende l’unica futura testimonianza dell’esistenza della Terra.

La sonda Voyager 1 è l’oggetto creato dall’uomo più lontano dalla Terra.
Dopo aver oltrepassato Giove, Saturno, Urano e Nettuno, ora si trova a quasi 24 miliardi di chilometri dalla Terra nello spazio interstellare. Sia la Voyager 1 che la sua gemella, Voyager 2, portano piccoli frammenti dell’umanità sotto forma di Golden Records. Questi specie di messaggi in bottiglia includono saluti vocali in 55 lingue, suoni e immagini della natura, un album di registrazioni e immagini di numerose culture e un messaggio di benvenuto di Jimmy Carter, presidente in carica degli Stati Uniti quando la navicella spaziale lasciò la Terra nel 1977.

I Golden Records sono stati costruiti per durare un miliardo di anni nell’ambiente dello spazio, ma in una recente analisi dei percorsi e dei pericoli che questi esploratori possono affrontare, gli astronomi hanno calcolato che potrebbero durare per trilioni di anni senza avvicinarsi neanche lontanamente a nessuna stella.

Il disco d’oro montato sulle Voyager. Credits: NASA

Oltre la vita sulla Terra

Per molte persone, l’immortalità è l’esistenza eterna di un’anima o di uno spirito che segue la morte ma può anche significare la continuazione della propria eredità nella memoria e nei registri. Con il Golden Record, ogni Voyager fornisce di fatto una tale eredità, ma solo se viene scoperta e apprezzata da una civiltà aliena in un lontano futuro.

La maggior parte delle persone, sia laiche che religiose, vogliono che le azioni che compiono in vita abbiamo un significato nel futuro come loro fruttuosa eredità. Le persone vogliono essere ricordate e apprezzate, persino amate. E Carl Sagan lo aveva riassunto bene quando disse che “Vivere nei cuori che ci lasciamo alle spalle è come vivere per sempre”.

Se le Voyager 1 e 2 esisteranno per più di un trilione di anni, saranno quasi “immortali”. Ma anche prima della prevista scomparsa del Sole, quando esaurirà il suo combustibile in circa 5 miliardi di anni, la Terra, tutte le specie viventi, le montagne, i mari e le foreste saranno state cancellate da tempo. Sarà come se noi e tutta la meravigliosa e stravagante bellezza del pianeta non fossimo mai esistiti.

La traiettoria della sonda Voyager 1 nel cielo dal 1977 al 2030. Credits: NASA JPL

Ma in un lontano futuro, i due veicoli spaziali Voyager continueranno invece a fluttuare nello spazio, in attesa di essere scoperti da un’avanzata civiltà aliena a cui erano destinati i messaggi sui Golden Records. Solo quei documenti rimarranno probabilmente come testimonianza e eredità della Terra in una sorta di immortalità oggettiva.

Riferimenti: TheConversation, NASA

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