Continua il nostro percorso dedicato all’astrofotografia. Questa volta cercheremo di capire quanto sia fondamentale la scelta del cielo in base alle foto che vogliamo realizzare.

L’inquinamento luminoso è da decenni oramai un problema veramente serio e concreto, di cui tutti siamo consapevoli e spesso corresponsabili. Nello specifico è un’alterazione dei livelli di luce naturalmente presenti nell’ambiente notturno. La definizione legislativa più utilizzata lo qualifica come “ogni irradiazione di luce diretta al di fuori delle aree a cui essa è funzionalmente dedicata, ed in particolare verso la volta celeste“. Questo provoca danni di diversa natura: ambientali, scientifici, culturali ed economici. In questa sede tratteremo la questione dal punto di vista di un appassionato di astrofotografia intento ad immortalare le meraviglie del cosmo.

Classificazione della qualità del Cielo

Ciascuno di noi ha quasi sicuramente avuto modo di saggiare la differenza fra un cielo molto inquinato, come ad esempio quello di una città ed il cielo splendido che offre in genere la montagna. Si passa dal vedere giusto qualche stella ed i luminosi pianeti al godere di migliaia di luminosi astri che riempiono il firmamento da Nord a Sud. Approfondendo il tema, è importante definire il concetto di qualità del cielo. In questo contesto si intende la quantità di luce diffusa verso la volta celeste e di conseguenza quanto scura risulti alla vista. A tal fine, negli anni sono state create diverse classificazioni, atte a valutare la situazione. La più famosa è probabilmente la scala del cielo scuro di Bortle. Essa è composta da nove classi, in relazione alla luminosità del cielo. La scala varia dalla Classe 1, le condizioni di maggior buio verificabili sulla terra (non presenti in Italia), alla classe 9, che identifica i cieli dei centri urbani, in cui persino le costellazioni più luminose e famose sono nascoste.

Astrofotografia: pianificazione dello Scatto

Una volta compreso delle varie classificazioni disponibili, è il momento di scegliere la location per i nostri scatti di astrofotografia. Il problema ora diventa come individuare le zone con meno inquinamento luminoso. Fortunatamente ci vengono in aiuto degli strumenti davvero molto utili, in grado di mostrarci delle mappe interattive che forniscono informazioni sulla qualità del cielo di praticamente tutto il mondo. Ad esempio, è possibile consultare questa mappa (disponibile anche come App – Dark Sky Map ), che fornisce una classificazione suddivisa in 15 colori, dal grigio/bianco al nero. In questo modo, ogni location è immediatamente valutabile, seppur con il compromesso di non tenere in considerazione fattori importanti come altitudine e qualità dell’aria. Inoltre, seppur funzionale, rimane uno strumento con precisione indicativa, si consiglia quindi di utilizzare strumenti simili come base di partenza per pianificare lo scatto, per poi verificare sul campo le condizioni effettive. Di seguito la situazione disastrosa di Italia ed Europa rispetto ad altre regioni del mondo.

Immagini provenienti da – Dark Site Finder

Interpretazione della Mappa

Come accennato in precedenza, strumenti come questo risultano molto utili, ma necessitano talvolta di qualche attenzione in più, al fine di non incorrere in valutazioni errate. Chiaramente se ci trovassimo a poter scattare a ridosso di zone desertiche noteremmo facilmente come il cielo sarà ottimo, indipendentemente dalla direzione in cui osserveremo. In condizioni di cielo mediocre, invece, serve saper interpretare la mappa in base alle necessità specifiche del caso. Infatti, frequentemente il cielo può essere inquinato maggiormente verso una specifica direzione e decisamente più scuro verso un’altra (tipica casistica di aree sulla costa). Ad esempio, potrebbe essere pessimo verso Sud a causa di città in quella direzione, ma molto migliore verso Nord. In questo caso potrebbe essere difficile osservare il nucleo della Via Lattea, ma allo stesso tempo molto facile fotografare l’asterismo dell’Orsa Maggiore. Lo stesso vale con altri punti cardinali, città ed oggetti del cielo a cui siamo interessati. Di seguito una panoramica dell’arco galattico, che mostra come in questo caso l’inquinamento luminoso non sia uniforme e dipenda fortemente dalla direzione in cui osserviamo.

Ulteriori importanti considerazioni

Siamo ormai a buon punto per quanto riguarda la scelta della location per le nostre fotografie. Ora non resta che esaminare alcuni altri fattori che concorrono a rendere possibili i nostri scatti, in occasioni di cielo mediocre. Il primo fattore da tenere in considerazione è la possibilità di salire in quota. Sappiamo bene come l’aria risulti più rarefatta man mano ci si alzi, e questo aiuta ad avere un cielo terso e limpido. Inoltre, in questo modo spesso la foschia, l’inquinamento atmosferico e l’umidità presenti nel fondovalle fungono da schermo per l’inquinamento luminoso proveniente dalle città. Anche le zone limitrofe al mare sono in genere molto interessanti per fare astrofotografia, ma attenzione all’eventuale umidità, che potrebbe rappresentare un problema. Un’ulteriore considerazione da fare è legata al meteo. È ovviamente necessario un cielo sgombro da nuvole, ma non solo. Infatti le serate migliori sono quelle successive a temporali o giornate ventose. È un fattore importante in quanto, in casi limite (come avviene nelle mie zone – Lago di Garda), fa la differenza tra il poter fotografare la Via Lattea ed il dover rinunciare.

Quale colore per la Via Lattea?

L’ultimo passo è quello di associare un colore sulla mappa alla possibilità di eseguire un certo scatto. Tenendo in considerazione tutti i fattori citati precedentemente, andremo ora ad esporre alcune linee guida, basate esclusivamente sull’esperienza personale e derivanti dalle nottate spese a fotografare il cosmo. In rifermento alla mappa, è chiaro come un colore nero/blu sia ottimo per i nostri fini, quindi ci concentreremo sui colori intermedi, cercando di evitare cieli definiti arancio/rossi/bianchi.

Generalizzando, un cielo definito giallo è il minimo necessario per osservare la Via Lattea allo Zenit, ma non permette di osservarne il nucleo in maniera accettabile. In ottime condizioni atmosferiche e con utilizzo di attrezzature performanti e buona tecnica è tuttavia possibile fotografarlo. Per cui, consiglio a chi si approccia a questo tipo di fotografia, di scegliere almeno un cielo ocra/verde, dove sarà più facile ottenere scatti di buona qualità. Dal verde scuro in poi la Via Lattea apparirà evidente in cielo ed i colori delle stelle e del nucleo saranno distinguibili nelle nostre fotografie. Di seguito alcuni esempi di fotografie scattate dal sottoscritto, con associato un colore sulla mappa.

In conclusione è bene sottolineare come l’argomento sia in realtà molto più complesso di come è stato trattato in questo articolo, ma ai fini di astrofotografia paesaggistica i concetti chiave sono stati resi semplici e sufficientemente chiariti.

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