Il lander Insight della Nasa ha rilevato due forti terremoti che avrebbero avuto origine da una zona chiamata Cerberus Fossae, a conferma dell’attività sismica di Marte

Ci sono stati altri due terremoti su Marte, rispettivamente di magnitudo 3.3 e 3.1. Queste le rilevazioni, secondo i primi dati trasmessi dal lander Insight della Nasa, al suo 816esimo sol (giorno) su Marte. Le scosse hanno avuto origine da una zona chiamata Cerberus Fossae, lo stesso luogo peraltro dove in precedenza erano state registrate altre due scosse di magnitudo 3.6 e 3.5. Non c’è da stupirsi che vi sia ancora una forte attività sismica, su Marte, dato che Insight ha registrato oltre 500 terremoti fino ad oggi.

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Il sismometro di Insight. Credit: NASA/JPL-Caltech

Perché è così importante studiare i terremoti (anche sugli altri pianeti)

Studiare i movimenti sismici è importante per capire qualcosa in più sul mantello e il nucleo del pianeta. Questo discorso non vale solo per la Terra, ma anche per tutti gli altri pianeti rocciosi del nostro sistema solare. Ricordiamo che Marte non ha placche tettoniche come la Terra, ma ci sono regioni vulcanicamente attive che comunque possono causare scosse. I due terremoti del 7 e del 18 marzo confermano la teoria che Cerberus Fossae possa essere il centro dell’attività sismica sul pianeta rosso.

In fondo gli scienziati lo avevano previsto: questo sarebbe stato il momento ideale per ascoltare i terremoti, dato che i venti su Marte si sarebbero calmati. Insight, tra l’altro, si avvale di un sismometro chiamato SEIS (Seismic Experiment for Interior Structure), che è molto sensibile e che è coperto da una specie di scudo a forma di cupola che lo protegge dai venti marziani. Questi, se troppo forti, riescono a oscurare le rilevazioni di alcuni terremoti. Durante la stagione invernale, infatti, Insight non ha rilevato alcun terremoto.

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