Nel 1976 i lander Viking dichiararono Marte privo di vita, ma nuovi studi suggeriscono che quei dati potrebbero essere stati fraintesi.
Quasi 50 anni fa, Klaus Biemann, ricercatore principale della missione Viking su Marte, annunciò che, dopo un attento studio dei dati raccolti dai lander, non era stata rilevata alcuna traccia di composti organici sulla superficie marziana. Il team scientifico trasse una conclusione generale: Marte era privo di vita. Ma i dati degli esperimenti di rilevamento erano ambigui. Tre diversi strumenti Viking, l’esperimento Labelled Release per testare i processi metabolici, quello Pyrolytic Release per testare le reazioni di sintesi organica e il Gas Exchange per misurare lo scambio di gas di possibile origine biologica, fornirono dati che all’epoca erano difficili da interpretare per gli scienziati.
Ci siamo sbagliati?

Biemann era però convinto di rilevato composti organici, i clorurati cloruro di metile e dicloruro di metilene, a livelli molto bassi. Lui e il suo team li interpretarono come contaminanti clandestini portati dalla Terra, sebbene non fosse chiaro come ciò fosse potuto accadere. Ciononostante, il risultato negativo di Biemann portò Gerald Soffen, scienziato del progetto Viking, a dichiarare senza mezzi termini che non poteva esserci vita su Marte senza materia organica.
Cosa hanno scoperto oggi gli scienziati
In una recente lettera alla rivista Science, Steve Benner della Foundation for Applied Molecular Evolution, insieme ad altri tre colleghi, sottolinea che la valutazione di Biemann, risalenti a quasi 50 anni fa, erano molto probabilmente errate. Gli scienziati dell’epoca erano troppo concentrati sulle risposte abiotiche, cioè non biologiche, per gli enigmatici risultati di Viking, anche quelli che avevano poco senso. Invece, avrebbero dovuto tenere la mente aperta anche alle spiegazioni biologiche.
Biemann e Soffen si sbagliavano su Marte
Ora, con le nuove conoscenze acquisite dalle recenti missioni marziane, il consenso scientifico sta finalmente cambiando. Dopo le molteplici rilevazioni di vari tipi di composti organici (inclusi composti organici clorurati simili a quelli trovati da Viking) da parte di Curiosity e Perseverance, è diventato più chiaro che mai che Biemann e Soffen si sbagliavano. Il primo passo da fare è lanciare una nuova missione robotica dedicata esclusivamente alla ricerca di vita. Una missione di questo tipo sarebbe un degno successore di Viking, utilizzando la tecnologia del XXI secolo e una comprensione scientifica più realistica e aggiornata di Marte.
Per saperne di più:
- Leggi l’articolo su Big Think.
