Molti credono che i rischi di un’intelligenza artificiale super-evoluta superino di gran lunga i benefici.
Sono molti i dibattiti sull’intelligenza artificiale, data l’esplosione delle sue capacità: ci si preoccupa se ci ruberà il lavoro e ci si chiede se possiamo fidarci di essa, in primo luogo. Ma l’IA utilizzata oggi non è l’IA del futuro. Gli scienziati sono sempre più convinti che siamo su un treno espresso verso la costruzione di un’intelligenza artificiale generale (AGI), un tipo avanzato di IA in grado di ragionare come gli esseri umani, di ottenere prestazioni migliori in diversi ambiti e persino di migliorare il proprio codice e rendersi più potente.
Cosa dobbiamo aspettarci

Gli esperti chiamano questo momento “singolarità”. Alcuni scienziati affermano che potrebbe verificarsi già l’anno prossimo, ma la maggior parte concorda sul fatto che ci siano forti probabilità di raggiungere l’AGI entro il 2040. Ma cosa succederebbe? Dare vita a un’IA più intelligente degli umani potrebbe portare innumerevoli benefici, tra cui la rapida evoluzione della scienza e la realizzazione di nuove scoperte. Ma un’IA in grado di costruire versioni sempre più potenti di se stessa potrebbe non essere una grande notizia se i suoi interessi non fossero in linea con quelli dell’umanità. È qui che entra in gioco la superintelligenza artificiale (ASI) e i potenziali rischi associati alla ricerca di qualcosa di molto più capace di noi.
Dovremmo fermarla prima che sia troppo tardi?
Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, come hanno dichiarato gli esperti, sta entrando in “un regime senza precedenti”. Pensate che ogni mese 8,8 milioni di italiani usano ChatGpt. L’app è usata dal 37% degli studenti e questo fa pensare. Quindi, secondo voi dovremmo fermarla prima che diventi abbastanza potente da potenzialmente annientarci con un semplice schiocco di dita? Fatecelo sapere nei commenti e continuate a seguirci sui nostri canali social.
Per saperne di più:
- Leggi l’articolo originale su Live Science.
